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Macgest - Trattori e macchine agricole, con un click

2019

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Trattori specializzati, gioielli tra i filari

Le trattrici impiegate in vitivinicoltura e frutticoltura stanno subendo una radicale trasformazione che interessa ogni componente. Ecco come il motore, la trasmissione, l'assale, l'impianto idraulico e l'elettronica in cabina stanno cambiando

Fonte: Macgest

Autore: Serena Giulia Pala

L'Italia è caratterizzata da una grandissima varietà di ambienti di coltivazione della vite e delle piante da frutto: si passa dalle pergole sui terrazzamenti della Valle d'Aosta agli alberelli o alle spalliere della Puglia, dai meleti del Trentino Alto Adige agli agrumeti della Sicilia. Per gestire al meglio ognuna delle coltivazioni specialistiche del nostro Paese, i vitivinicoltori e i frutticoltori necessitano di trattori ben equipaggiati e realizzati su misura.

Le molteplici richieste dei clienti e le stringenti normative dell'Unione europea spingono i costruttori a ripensare continuamente le trattrici da vigneto o frutteto e a dotarle di soluzioni sempre nuove, nonostante queste macchine rappresentino un settore di nicchia.
"In Europa, si vendono circa 20mila specializzati all'anno su un totale di 150mila trattori, mentre in Italia - uno dei mercati più importanti per questo comparto insieme a Francia, Spagna, Portogallo e Grecia - si raggiungono quasi 5mila trattrici specializzate" fa sapere Antonio Salvaterra, direttore marketing di Argo Tractors, aggiungendo che, nel 2018, il segmento specialistico ha risentito quanto le altre categorie di trattori dell'andamento di mercato del 2017.

Il Regolamento Ue 1628/2016 e la Mother Regulation - MR (Regolamento Ue 167/2013) obbligano le aziende produttrici a modificare la struttura dei trattori per inserire sistemi di post-trattamento dei gas di scarico - EATS e dispositivi che permettano, rispettivamente, la riduzione delle emissioni dei motori e l'aumento della sicurezza degli operatori.
Inoltre, "i costruttori sono consapevoli dell'utilizzo più intensivo che viene fatto negli ultimi anni delle trattrici specializzate. Si arriva fino a mille ore annue (400 in passato) e - specifica Salvaterra - approfittano degli adeguamenti richiesti dalle normative per introdurre elementi di innovazione tecnologica che avvantaggino i clienti".
 
Landini Rex 4-100F ad Enovitis in campo 2018
Landini Rex 4-100F ad Enovitis in campo 2018
 

 

Motori Stage V: spine nel fianco per i trattori stretti

A condizionare l'evoluzione degli specializzati è in primis l'emissionamento dei loro propulsori, compresi nel range di potenza da 75-175 cavalli (56-130 chilowatt) e rientranti nel Regolamento 1628/2016 che stabilisce i valori limite e le prescrizioni riguardanti le emissioni inquinanti dell'intero segmento off-road. Quale risultato di una battaglia molto italiana e contrariamente a quanto definito dall'iniziale tabella di marcia, i trattori stretti (categorie T2, C2 e T4.1) potranno montare propulsori da 75-175 cavalli conformi allo Stage IIIB - definiti motori di transizione - fino al 31 dicembre 2021.
In questo modo, alle case costruttrici rimane tempo per smaltire le rimanenze e, soprattutto, studiare soluzioni per il passaggio diretto allo Stage V (obbligatorio dal primo gennaio 2022) senza snaturare, o comunque il meno possibile, le trattrici per cui le dimensioni contenute sono alla base del loro utilizzo.

"L'adeguamento ha un impatto significativo sui costi, che in parte influiscono sui prezzi di listino, in parte vengono ammortizzati internamente - precisa Salvaterra. A differenza del settore automotive, sottoposto anch'esso alla normativa emissioni, il nostro comparto opera in un mercato ben più piccolo che non può contare sui grandi numeri per l'ammortamento dei costi"

"Già oggi i propulsori montano EATS per i quali è stato necessario aumentare l'altezza del cofano (anche di 20 centimetri rispetto al passato) con conseguente riduzione della stabilità su terreni in pendenza - commenta Domenico Pessina, professore ordinario di Meccanica e meccanizzazione agraria presso l'Università degli studi di Milano. In futuro, anche i motori più evoluti dovranno essere implementati con sistemi antiinquinamento per il raggiungimento dello Stage V che occuperanno un volume maggiore".
Al momento, la conformità all'ultimo standard di emissioni sembra un miraggio per i propulsori che alimentano le trattrici specialistiche. I più vicini al traguardo potrebbero essere i motori a gestione elettronica Kubota V3800, che - montati sulla serie M5001 Utility Narrow e contraddistinti da uno spazio tra i cilindri ridotto - rispettano lo Stage IV grazie alla soluzione Doc+Dpf+Scr.
 
 Scopri tutte le caratteristiche dei Kubota M5001 UN sul sito ufficiale
Kubota M5111 Utility Narrow ad Enovitis in campo 2018
Kubota M5111 Utility Narrow ad Enovitis in campo 2018

"In generale, le aziende tendono ad adottare EATS combinati, che risultano meno ingombranti e possono essere installati sotto al cofano" continua Pessina. Un esempio è la combinazione Egr+Doc, usata dai propulsori Deutz AG Stage IIIB della gamma Rex 4 di Landini. In alternativa, alcune case scelgono di montare un gruppo di emissionamento All-in-One all'esterno del cofano: basti pensare alla linea MF 3700 di Massey Ferguson con motori FPT Industrial conformi allo Stage IIIB per merito della soluzione esterna Doc+Dpf.
 

Trasmissioni, è l'ora del CVT?

L'introduzione della trasmissione a variazione continua sui Frutteto S di Same spinge a chiedersi se il CVT prenderà piede tra gli specializzati, lasciando posto alle trasmissioni con numero di rapporti finiti (ad esempio, la Dual Clutch) sui trattori da pieno campo.
"Poiché generalmente le trattrici da vigneto e frutteto possiedono trasmissioni ingombranti per via dell'alto numero di rapporti, è possibile che i costruttori decidano di installare la variazione continua non solo perché offre vantaggi in termini di comfort di guida, ma anche perché - sostiene Michele Mattetti, ingegnere e ricercatore del Distal dell'Università di Bologna - presenta un ingombro minore rispetto alle altre soluzioni e quindi lascia più spazio sotto al cofano per il montaggio degli EATS".

Di certo, le aziende costruttrici possiedono il know-how necessario all'adattamento della trasmissione a variazione continua dei trattori da campo aperto alle trattrici specialistiche. In ogni caso, la sfida tecnologica non è indifferente e richiede anni di lavoro.
"Da sempre valutiamo tutte le possibilità offerte dalla tecnologia nell'ambito delle trasmissioni - dichiara Salvaterra. Intanto, stiamo sfruttando le competenze acquisite nel corso degli anni e confluite nello sviluppo del CVT made in Argo Tractors (già presente sui McCormick X6.4 VT Drive)".

Probabilmente, in base alle esigenze operative e alle possibilità di acquisto, alcuni agricoltori saranno più propensi ad accettare la variazione continua, mentre altri preferiranno continuare ad utilizzare il powershift.
"Il CVT è nato per agevolare le lavorazioni primarie del terreno, in particolare per evitare di fermare il trattore, cambiare la marcia e ripartire quando la consistenza del suolo cambia - spiega Pessina. Se durante un'operazione in vigneto o frutteto i carichi non variano tanto da rendere necessari frequenti cambi marcia e la potenza richiesta non è alta, l'operatore può lavorare bene anche con un powershift di gamma".
 
Modelli Landini Rex 4 ad Enovitis in campo 2018
Modelli Landini Rex 4 ad Enovitis in campo 2018

Oggi sul mercato ci sono trasmissioni per tutti i gusti. Dalla variazione continua T3500 a due gamme meccaniche (una per il lavoro in campo, l'altra per il trasporto su strada) dei modelli Frutteto del Gruppo SDF alla versatile Speed Four a 4 marce sincronizzate e 3 gamme meccaniche con Hi-Lo o 3 velocità in Powershift in opzione dei Rex 4 di Landini. Non mancano poi le configurazioni per ciascuna tipologia di trasmissione come accade sui trattori MF 3700, equipaggiati con le versioni meccanica 12/12, 24/24 o Powershuttle 24/12.
 

Assali sospesi premium sugli specializzati

Come gli agricoltori dediti alle colture da pieno campo, anche i vitivinicoltori e i frutticoltori vogliono stare comodi durante le attività tra i filari. Per aumentare il comfort di guida, è fondamentale ridurre le vibrazioni migliorando le sospensioni del sedile (pneumatiche o semiattive), della cabina (idrauliche o pneumatiche) e dell'asse anteriore. Ultimamente grandi progressi sono stati compiuti nell'ambito degli assali sospesi.

Di grande interesse la sospensione anteriore idropneumatica adattiva con bracci indipendenti montata sui Same Frutteto ActiveDrive. Di derivazione automotive, usa cilindri idraulici, accumulatori ad azoto e sensori elettronici per il controllo attivo delle ruote anteriori, che oscillano in verticale in modo indipendente una dall'altra.
A detta di Pessina, "la sospensione a ruote indipendenti assicura un comfort superiore e una stabilità maggiore, che si traduce in un miglior comportamento del trattore in fase di frenata o sterzata", operazione agevolata anche dalla tecnologia a 4 ruote sterzanti dei Frutteto CVT ActiveSteer.
 
Kubota M5101 Narrow ad Enovitis in campo 2018
Kubota M5101 Narrow ad Enovitis in campo 2018

Decisamente innovativa la sospensione dell'asse anteriore presente sul modello Rex 4-120 GT, insignito del premio New Technology ad Enovitis in campo 2018. "Con un angolo di sterzo di 55 gradi, l'assale sospeso di Landini è ideale per assorbire le asperità del terreno, aumentare il comfort durante il trasporto su strada e migliorare il livello di precisione nel corso delle attività in campo" afferma Salvaterra. L'assale può equipaggiare anche il Rex 4 S con cabina stretta, indicato per chi lavora in frutteti a chioma larga.
Dal canto suo, la sospensione frontale dei MF 3700 - vincitrice di un Premio Innovazione a Fieragricola 2018 - garantisce comfort, trazione e sicurezza di guida impareggiabili con qualsiasi carico sull'asse anteriore grazie a due martinetti idraulici e a tre accumulatori a differente pressione di precarica.
 

Idraulica? Meglio se potenziata

Al momento i trattori stretti più performanti sono sicuramente quelli con un impianto idraulico composto da pompe efficienti, che forniscono un flusso di olio importante (100 litri al minuto), e prese versatili, che servono le attrezzature. Anche se il mercato inizia a proporre implement con organi lavoranti ad azionamento elettrico che richiedono basse potenze e necessitano solo di un generatore di corrente e di un cavo per il suo trasferimento, per ora l'attenzione rimane focalizzata sul miglioramento dell'idraulica delle trattrici.
"Negli ultimi tempi, si punta all'aumento della flessibilità dell'impianto, aggiungendo ai distributori posteriori quelli ventrali e anteriori in modo tale da poter lavorare con ogni tipo di attrezzo posteriore, laterale o frontale" spiega Mattetti.
 
 Guarda la vista a 360° della serie 3700 di Massey Ferguson sulla pagina ufficiale.
Massey Ferguson MF 3709 GE ad Enovitis in campo 2018
Massey Ferguson MF 3709 GE ad Enovitis in campo 2018

Una dotazione idraulica di tutto rispetto è presente sulla linea MF 3700, che gestisce al meglio caricatori, potatrici e cimatrici con portate di 95 litri al minuto o di 120 litri al minuto, erogate rispettivamente da una pompa tandem o da un sistema a tre pompe attraverso 6 distributori. Pur presentando un flusso d'olio minore (65 litri al minuto), la serie Kubota M5001 Narrow possiede distributori con regolatore di portata e stabilizzatori idraulici, risultando la soluzione giusta per l'uso di attrezzature con numerose valvole.
 

Elettronica, mai più senza in vigneto e frutteto

Chiamati a gestire più implement contemporaneamente e a muoversi in ambienti particolari, i trattori specialistici si stanno man mano arricchendo di tool che semplificano il lavoro dei conducenti e aumentano la precisione delle operazioni. L'ultimo passo nell'ambito della tecnologia Isobus, nata per controllare tutte le attrezzature compatibili con un unico monitor, è l'Isobus III o TIM (Tractor Implement Management) che - spiega Pessina - "permette agli attrezzi di ottimizzare il collegamento con le trattrici".

Le tecniche di precision farming si stanno diffondendo anche in vitivinicoltura e frutticoltura, rendendo necessaria l'adozione di sistemi di guida automatica o assistita sugli specializzati.
"Novità Tecnica 2018 proposta da Landini sul Rex 4, l'Advanced Driving System ADS è un pacchetto di soluzioni meccatroniche per la guida ibrida assistita che permette l'irrigidimento dello sterzo in funzione della velocità, il centraggio automatico delle ruote dopo le svolte e la connessione con il sistema di guida Gps - chiarisce Salvaterra. Il guidatore può concentrarsi sulle lavorazioni e venire distratto meno dalla guida per essere meno affaticato a fine giornata".
 

Scopri il Landini Rex 4 con Advanced Driving System ADS

Altro dispositivo piuttosto evoluto è il sistema di guida robotizzata Probotiq Xpert, che - distribuito da ARVAtec - consente la gestione di motore, cambio, sterzo, sollevatore, pdp della trattrice senza il conducente. Strumenti meno all'avanguardia, ma altrettanto utili nelle coltivazioni specialistiche sono i cruscotti digitali, i joystick multifunzionali e le funzioni automatizzate, che si ritrovano ad esempio sui modelli MF 3700.

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