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Macgest - Trattori e macchine agricole, con un click

2019

17

Agricoltura di precisione, alla portata di tutti

Ancora poco diffusi in Italia, i tool per precision farming sono sempre più accessibili ad ogni agricoltore. Chi non può investire nell'acquisto di macchine nuove con sistemi installati di fabbrica, può optare per dispositivi aftermarket da montare su trattrici già in uso

Fonte: Macgest

Autore: Serena Giulia Pala

Ormai molti operatori sanno che l'adozione dell'agricoltura di precisione - applicazione di tecnologie e principi per una gestione spaziale e temporale della variabilità legata agli aspetti della produzione, in relazione alle reali necessità dell'appezzamento coltivato (Pierce e Nowak, 1999) - permette di aumentare notevolmente la competitività aziendale, incrementando la quantità, la qualità degli output e diminuendo i costi, l'impatto ambientale delle produzioni.
Non tutti gli agricoltori possono permettersi di acquistare macchinari e sistemi di precision farming e, tra quelli che ne sono in possesso, pochi sono in grado di sfruttarne a pieno le potenzialità.

Per superare queste difficoltà e cambiare la situazione, tanto le istituzioni italiane ed europee quanto le aziende produttrici si stanno muovendo in diversi modi. Risalgono a dicembre 2017 le Linee Guida per lo sviluppo dell'agricoltura di precisione pubblicate dal Mipaaf con l'obiettivo di passare entro il 2021 dall'1 al 10% della Sau nazionale gestita secondo un approccio di smart farming.

Inoltre, il primo novembre 2018 è partito il progetto quadriennale SmartAgriHubs, finanziato dall'UE con un budget di 20 milioni di euro e finalizzato a promuovere l'adozione delle soluzioni digitali nel settore primario europeo. SmartAgriHubs connetterà 140 Digital Innovation Hub e 20mila Competence Centre in ogni parte d'Europa. Metterà in pratica un approccio multilayer supportato da 28 esperimenti portabandiera e inizialmente potrà contare su 108 partner.
Il progetto dovrebbe coinvolgere oltre due milioni di aziende agricole attraverso 4mila prove da svolgere entro il 2022. L'idea è creare un ecosistema interconnesso dove gli stakeholder (start-up, piccolo-medie imprese, fornitori di servizi, esperti e utenti finali) lavorino insieme per ideare e testare tool che soddisfino le esigenze degli agricoltori.
 
Numeri del progetto europeo SmartAgriHubs
Numeri del progetto europeo SmartAgriHubs
 

Sempre più tecnologie 4.0 in campo

Nel frattempo, il mercato non si ferma e la proposta di dispositivi all'avanguardia - dai servizi satellitari ai sensori passando per i droni - che consentono di fare agricoltura in modo completamente diverso dal passato è più che mai attiva. Sistemi che rendono reale la possibilità di coltivare la terra con maggior precisione basandosi su informazioni provenienti dal cielo, come dimostra l'inedito strumento geo-spaziale Collect Earth Online - CEO, realizzato da Fao e Nasa in collaborazione con Google Earth Engine e Silvacarbon.
Gli operatori possono registrarsi e accedere liberamente alla piattaforma CEO per visualizzare immagini storiche delle reti Landsat e Sentinel o immagini satellitari ad alta risoluzione dei propri appezzamenti. In più, da inizio 2019 possono raccogliere dati e ottenere mappe o statistiche in modo rapido e preciso grazie all'integrazione di CEO nel sistema Fao Sepal.

Passando dallo spazio alla troposfera, forniscono informazioni preziose in agricoltura pure i droni, o aeromobili a pilotaggio remoto - Apr. Tra questi, si distingue il drone multirotore totalmente autonomo AG-V6A+ da 34 chili, testato in volo negli USA da Homeland Surveillance & Electronics ed UA Solutions Group. AG-V6A+ può montare sensori e videocamere per il rilevamento di dati più puntuali rispetto a quelli raccolti dai satelliti oppure serbatoi con una capacità di carico utile maggiore rispetto ad altri Apr.
Così equipaggiato e controllabile anche da remoto, il drone americano è in grado di applicare agrofarmaci su aree più estese e in modo più efficace, con uno scostamento minimo (1 centimetro) rispetto alle piante da trattare. Chi crede che gli Apr non siano adatti per gli interventi fitosanitari per via della limitata autonomia e della scarsa precisione, potrebbe ricredersi dopo aver visto AG-V6A+ in azione.
 

Drone Homeland Surveillance & Electronics AG-V6A+ all'opera

Spesso posizionati in campo e utilizzabili per molteplici scopi, i sensori - diversi quelli premiati nell'ambito del Sima Innovation Awards - forniscono senza dubbio le informazioni più dettagliate agli agricoltori che possono disporre di un'enorme quantità di dati, gestibile al meglio con appositi strumenti digitali.
"Solo la raccolta di dati crea le informazioni necessarie per sviluppare servizi fruibili attraverso piattaforme integrate - precisa Ivano Valmori, fondatore e ceo di Image Line, al convegno dedicato all'utilizzo dei dati in agricoltura tenutosi ad Eima 2018, che ha visto l'Osservatorio Smart AgriFood come content partner. Il dato è alla base di tutto e dunque deve essere raccolto e gestito in maniera molto rigorosa per non compromettere tutta la catena del valore".

Nuova piattaforma per il rilevamento e l'analisi delle informazioni agronomiche è Climate FieldView™, ideata da Climate Corporation per supportare gli operatori nel processo decisionale.
Disponibile in App Store e Google Playstore da settembre 2019 in sei Paesi europei (tra cui l'Italia) e basata su accordi con AGCO, John Deere, Precision Planting e CNH Industrial, Climate FieldView™ consente agli utenti di raccogliere i dati di campo e i parametri di funzionamento delle macchine tramite FieldView™ Drive, sistema facile da installare e compatibile con differenti mezzi, nonché di interpretare le informazioni in relazione a immagini di telerilevamento o mappe pedologiche e condividere i dati con i propri partner.
 

Precision farming, c'è chi può e chi... potrebbe

Le soluzioni a supporto dell'agricoltura di precisione non mancano e sono sempre più a portata di mano, ma finora in Italia sono state adottate da meno del 2% delle imprese agricole.
È comune addurre alle ridotte dimensioni aziendali l'impossibilità di fare grandi investimenti in innovazione, anche se è ancora molto alto il grado di diffidenza nei confronti della tecnologia. Ostacolo quest'ultimo che potrà essere superato con l'ingresso in agricoltura dei giovani, più aperti alle novità, in molti casi in possesso di un diploma o una laurea qualificante e capaci di apprezzare il supporto di internet nelle attività di gestione dell'azienda.

A differenza dei colleghi statunitensi o europei, molti operatori italiani utilizzano ancora oggi macchine agricole vecchie, maltenute e spesso prediligono l'acquisto di trattrici usate di età avanzata al nuovo. Nonostante i fondi messi a disposizione dai Psr, dai bandi ISI, dall'iperammortamento e dalla Legge Sabatini - proposti per incentivare l'acquisto di mezzi agricoli all'avanguardia - il rinnovamento del parco macchine è stato solo parziale.

"Davanti a noi c'è il precision farming e l'agricoltura 4.0. Serve fare sistema perché queste incredibili soluzioni siano disponibili per le aziende agricole - afferma Alessandro Malavolti, presidente di FederUnacoma, in occasione del convegno di Image Line a Bologna. L'obiettivo è costruire macchine sempre più sicure, efficienti e in grado di offrire una tracciabilità completa dei prodotti agroalimentari".
"Nel nostro paese, la richiesta di tool per precision farming è limitata. I numeri più interessanti sono nel segmento dei trattori di alta potenza, dove aumenta la disponibilità ad investire poche migliaia di euro in più per averli, anche se non è detto che vengano poi utilizzati in tutta la loro potenzialità" fa sapere Roberto Rinaldin, presidente di Unacma, secondo cui l'Italia necessita di tempi maggiori rispetto ad altri Paesi per assimilare l'agricoltura di precisione.
 
Sistemi per agricoltura di precisione, ancora poco diffusi in Italia
Sistemi per agricoltura di precisione, ancora poco diffusi in Italia

Secondo un'indagine del 2018 condotta su un campione di 1.034 aziende italiane da Nomisma, FederUnacoma e Informatore Agrario, il 50% circa degli agricoltori chiederebbe un prestito per investire in sistemi di precision farming, il 75% ha adottato negli ultimi tre anni nuove pratiche o soluzioni per ottimizzare i processi produttivi e il 20% delle imprese in possesso di trattori ha introdotto modelli con sistemi di guida assistita o semi-automatica.
Tra gli innovatori sono state acquistate trattrici 4.0 con capitali propri nel 75% dei casi, con finanziamenti nel 21% e con altri strumenti nel 4%. Obiettivo dell'investimento è stato evitare la sovrapposizione dei passaggi (56%), seguire la traiettoria (19%), eseguire le operazioni multiple senza errori (15%) o posizionare gli organi lavoranti correttamente (10%). Infine, il supporto tecnico è stato fondamentale per il 73% degli acquirenti di mezzi con guida satellitare.

Si tratta di dati incoraggianti, ma le realtà coinvolte sono perlopiù aziende del nord Italia di medio-grandi dimensioni e strutturate, con capacità di investimento in tecnologia anche maggiore ai 20mila euro e quindi ben superiore alla media nazionale. Detto così, potrebbe sembrare che la partita tecnologica per le piccole imprese sia chiusa e che la loro possibilità di applicare il precision farming si riduca ad un miraggio. Non è del tutto vero.
Lo scoglio più difficile è superare il gap culturale e qui i concessionari possono avere un ruolo chiave, esemplificando il concetto che l'investimento in dispositivi per agricoltura di precisione si traduce in importanti benefici economici e ambientali. Fatto questo, sul mercato sono disponibili numerosi prodotti aftermarket che, oltre ad essere meno costosi, risultano più versatili e facilmente ammortizzabili, poiché trasversali al parco macchine preesistente.
 

Aftermarket: una valida alternativa al nuovo

"Lo stesso dispositivo può essere montato prima sulla trattrice usata per la semina e poi su un'irroratrice o una mietitrebbiatrice" spiega Matteo Zucchelli, sales engineer di Trimble Agriculture, che distribuisce prodotti per precision farming in aftermarket tramite Vantage Italia - Spektra Agri. "Noi siamo forti nell'aftermarket, perché siamo sempre stati brand agnostic: i nostri tool possono equipaggiare qualsiasi tipo di trattore o attrezzo, indipendentemente dal marchio e dal modello" continua Zucchelli.

Per trattrici datate o moderne, ma prive di predisposizione, Trimble mette a disposizione kit aftermarket capaci di rendere le macchine in grado di utilizzare la guida assistita o automatica, punto di partenza per l'applicazione dell'agricoltura di precisione. Chi, invece, disponga di un trattore predisposto in fabbrica, può utilizzare subito la soluzione di guida più adatta alle sue esigenze.
 
Display GFX-750™ e ricevitore NAV-900 di Trimble
Display GFX-750™ e ricevitore NAV-900 di Trimble

Tra gli ultimi prodotti aftermarket di Trimble, spicca il display touchscreen a colori GFX-750™ da 10 pollici lanciato a fine 2017 ed esposto anche ad Eima 2018. Il display sfrutta il ricevitore NAV-900 - compatibile sia con le costellazioni di satelliti Gps, Glonass, Galileo, BeiDou sia con i tool di correzione del segnale da Egnos a RTK - per la gestione dei sistemi di guida AutoPilot, EZ Pilot Pro e la tecnologia Field IQ Isobus per il controllo delle attrezzature.
"Al momento, GFX 750 può essere installato sia su una trattrice di 30-40 anni fa sia su un trattore nuovo con pre-installazione" prosegue Zucchelli, aggiungendo che in futuro Trimble punterà sempre più sullo sviluppo di dispositivi aftermarket e di software per la gestione dei dati - come Trimble Ag Software, disponibile per pc, tablet e smartphone - perfettamente integrati con gli hardware.
 

Il ruolo dei concessionari

Tornando al ruolo dei dealer, la vendita di prodotti aftermarket - generalmente in capo ad area manager aziendali o a distributori locali - può mettere in difficoltà i rivenditori di macchine agricole che vedono aumentare considerevolmente la complessità della loro attività.

Oltre a doversi interfacciare con i costruttori, i dealer devono dialogare anche con i produttori di tecnologie. "Districarsi tra leggi da rispettare in fase di installazione di un nuovo sistema su un trattore già in uso e tipo di adattamenti necessari richiede grande preparazione - sottolinea Rinaldin. A ciò vanno aggiunte le informazioni dettagliate da fornire ai clienti e la garanzia di una manutenzione adeguata del dispositivo in post-vendita".

Tutto questo per margini ancora molto ridotti, visto il mercato che attualmente questi prodotti hanno in Italia. "L'insieme di questi fattori si risolve nel fatto che ad oggi solo le concessionarie più strutturate siano in grado di gestire al meglio la vendita aftermarket" chiosa il presidente di Unacma.

 

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