Avere la giusta intuizione, coglierla, svilupparla e portarla fino in fondo con la necessaria caparbietà. Queste le doti che secondo il presidente di FederUnacoma, Alessandro Malavolti, hanno permesso a Simona Rapastella, direttore generale di FederUnacoma, di sviluppare con successo - insieme all'intero staff della Federazione nazionale costruttori macchine per l'agricoltura - l'edizione zero di Eima Digital Preview in programma dall'11 al 15 novembre 2020.

Edizione che si annuncia essere interessante. Dopo soli tre giorni dall'apertura delle iscrizioni all'anteprima virtuale (dal 15 settembre scorso è possibile iscriversi gratuitamente online) le registrazioni avevano già superato i mille operatori da tutto il mondo. Ulteriore dato, più di quattrocento aziende espositrici sulle 1.600 prenotate, hanno già completato l'allestimento delle proprie room virtuali.
 

Siamo cauti

"Vogliamo stare con i piedi per terra" ha dichiarato Simona Rapastella in un momento dedicato alla stampa nel corso dell'assemblea generale di FederUnacoma di giovedì 24 settembre scorso. "Andando oltre l'entusiasmo, stiamo affrontando un progetto ambizioso, la piattaforma virtuale ha articolazioni molto molto particolari e questo è un anno zero per tutti. Per questa ragione - ha proseguito - non vogliamo fare oggi dichiarazioni di acclamato successo. Stiamo mettendo in campo la nostra capacità organizzativa ma non possiamo prescindere da una componente importante che è la capacità del visitatore di  aprirsi ad un'avanguardia di questo tipo accogliendola come strumento di lavoro utile al matching di business B2B tipico di un evento fieristico. Il Covid-19 ha sicuramente accelerato il processo di digitalizzazione ma sono cambiamenti che vanno accompagnati con calma e vogliamo rimanere cauti prima di parlare di risultato, è un anno zero e non vogliamo dimenticarlo".

EDP, infatti, oltre ad essere una proposta tutta nuova si pone come strumento funzionale alla preparazione ottimale della successiva partecipazione alla manifestazione fisica Eima International, in calendario dal 3 al 7 febbraio 2021 a Bologna.

"La fiera è un punto di incontro - aggiunge Malavolti - e per fare la differenza dobbiamo colpire questo obiettivo. L'abbinata con la fiera live di febbraio è importante: i rapporti personali sono imprescindibili e stiamo tutti soffrendo della mancanza di contatto con i clienti. EDP vorremmo fosse una ricchezza da portare avanti nei prossimi anni integrandola con l'evento dal vivo. Non ci potrà essere una fiera solo virtuale".

Il successo di EDP sarà comunque misurabile. Infatti, gli organizzatori hanno già fatto richiesta di certificazione dei dati come del resto accade per Eima International live. "Vogliamo dare un segnale di professionalità e coraggio" ha chiarito Rapastella.
 

"Sicurezza" con la S maiuscola

Dopo il banco di prova di EDP, sarà la volta di Eima International. "L'esposizione mondiale rappresenta il primo appuntamento di settore dopo il lockdown della primavera scorsa. L'evento - ha spiegato Rapastella - ha il compito di rivitalizzare il mercato e di mettere nuovamente a contatto la domanda di tecnologie per l'agricoltura che sta emergendo a livello globale, con le tecnologie prodotte dalle case costruttrici".

Il "Gruppo tecnico di esperti per la sicurezza", istituito da BolognaFiere e FederUnacoma, aggiunge ai protocolli sanitari già previsti per ogni evento fieristico, iniziative che tengono conto delle caratteristiche specifiche di Eima International: potenziamento del personale di vigilanza, velocizzazione degli ingressi, speciali app per il controllo dei flussi di pubblico nelle diverse aree del quartiere fieristico ne sono alcuni esempi.

Il Gruppo tecnico specificamente dedicato a Eima International è composto da esperti della Fiera di Bologna e di FederUnacoma con la partecipazione di esperti di prevenzione sanitaria. "La Fiera di Bologna - fanno sapere - ha già recepito tutte le disposizioni standard stabilite dal protocollo di sicurezza anti-contagio approvato dalla Regione Emilia Romagna di concerto con la città di Bologna e con le Aziende sanitarie locali, che prevedono, fra l'altro, percorsi separati in entrata e in uscita per i visitatori, mascherine, controllo della temperatura e procedure per l'igienizzazione degli ambienti, oltre a precise disposizioni anche per gli allestitori".
 

Un protocollo taylor made

Viste le peculiarità di Eima International che impegna l'intero quartiere fieristico con una gamma molto vasta di prodotti di ogni dimensione, sarà fortemente incrementato il numero degli addetti alla sicurezza per evitare assembramenti e per facilitare il flusso ordinato dei visitatori, saranno velocizzate le operazioni di ingresso anche tramite sistemi di accredito online e, in fase di allestimento, verranno privilegiate strutture di rapido montaggio per ridurre i tempi di permanenza in fiera degli addetti. Tramite app soprattutto verranno potenziati i sistemi di gestione dei flussi e degli accessi e sarà possibile verificare in ogni momento della giornata i flussi di pubblico nei vari padiglioni suggerendo i percorsi più fluidi.

Infine, tra i compiti del Gruppo tecnico va segnalata l'interazione con soggetti istituzionali quali il ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, il Comitato fiere industria di Confindustria e l'Associazione esposizioni e fiere italiane per la realizzazione di un protocollo che consenta di effettuare tamponi per i visitatori della fiera, anche provenienti dall'estero, garantendo così accessi al quartiere fieristico in condizioni di massima sicurezza.

Tra gli esperti del tavolo tecnico, l'importante presenza di un epidemiologo"È chiaro - spiega Rapastella - che l'avvallo della comunità scientifica anche sul reale vissuto e sulla sicurezza di un ambiente fieristico, funge da ulteriore rassicurazione. Quello che abbiamo già disposto è molto, ma questa presenza avrà sicuramente un effetto rassicurante".
 

L'unione fa...l'Eima

"Le fiere - chiosa Malavolti - sono ambiti chiave per le piccole medie aziende e forse lo sono un po' meno per le grandi. Ciò che mi ha però fatto piacere è vedere come gli associati di FederUnacoma hanno reagito compatti garantendo la propria presenza, grandi e piccoli. Ciò dimostra che la meccanizzazione agricola italiana è un sistema economico compatto e non un gruppo di imprenditori sciolti. L'Eima ci rappresenta, è la nostra casa e il nostro bene comune, dovesse mancare ne faremmo le spese tutti".