Ultima a morire, la speranza è sopravvissuta al coronavirus in Europa, come emerge dall'indagine Cema business barometer di settembre 2020. Il sondaggio condotto mensilmente tra i rappresentanti dell'industria europea delle macchine agricole riporta un Climate index in continuo miglioramento (-1 contro il -6 di agosto) che si colloca a livelli leggermente migliori rispetto a quelli pre Covid-19 (bassi).
 
Andamento del Cema business climate index Cbi nel 2020
Andamento del Cema business climate index Cbi nel 2020
(Fonte foto: Cema)

Nei primi mesi successivi allo shock della pandemia le aspettative future sono divenute meno negative e, dallo scorso luglio, è migliorata in modo significativo anche la valutazione dell'attività corrente dei costruttori, che prevedono un trend piatto per l'intero 2020 e un ulteriore recupero nel 2021. Si prevede una crescita per i mercati di Polonia, Italia, Austria, Svizzera e Scandinavia, mentre i livelli di fiducia restano bassi per Regno Unito e Romania.

La speranza è che le immatricolazioni di trattrici nel secondo semestre 2020 confermino il ritorno ai livelli pre-crisi e permettano un parziale recupero del business perso nella prima metà dell'anno, da dimenticare per l'impatto sulla domanda del virus.
 

Gennaio-giugno 2020: mesi difficilissimi per i trattori

Nel primo semestre del 2020, le immatricolazioni di trattrici in Europa diminuiscono del 12.08% rispetto allo stesso periodo del 2019. Complessivamente, le unità immatricolate sono 89.105, di cui 23.556 con potenze uguali o inferiori ai 50 cavalli (37 kW) e 65.549 da 51 cavalli in su (numeri forniti dalle autorità nazionali). Secondo il Cema, 68.831 sono trattori agricoli, gli altri sono quad, sollevatori telescopici o altri macchinari.
 
Potenze a confronto nelle immatricolazioni di trattori in Europa nei primi sei mesi 2019 e 2020
Potenze a confronto nelle immatricolazioni di trattori in Europa nei primi sei mesi 2019 e 2020
(Fonte foto: Cema)

Dopo aver riportato numeri più o meno pari a quelli del 2019 a gennaio e febbraio 2020, le immatricolazioni calano significativamente a marzo (-7%) per poi crollare ad aprile e maggio (quasi -26% e -23%) a causa del lockdown che ha interessato tutto il vecchio continente. La risalita di giugno, comunque in negativo (-12%), non basta a risollevare il secondo trimestre che - alta stagione per le registrazioni in un anno normale - si è chiuso con un -20% rispetto al secondo quarto dello scorso anno.

Esaminando le fasce di potenza, le immatricolazioni mostrano il segno meno rispetto al 2019 in ogni segmento ad eccezione dei trattori tra 30 e 50 cavalli (23 e 37 kW). In generale, oltre la metà dei mezzi immatricolati è sotto i 100 cavalli (75 kW) e meno di uno su quattro è sopra i 150 (110 kW).
 

Stage V, più tempo all'industria

L'impatto negativo del coronavirus ha spinto i costruttori a chiedere l'estensione delle scadenze per la transizione allo Stage V così da poter dotare le macchine di motori di transizione già prodotti e acquistati prima della crisi.
 
Montaggio di motori in una linea di produzione
Montaggio di motori in una linea di produzione
(Fonte foto: SDF)

Con il nuovo Regolamento 2020/1040, il Parlamento europeo ha giustamente introdotto una proroga di dodici mesi dei termini 30 giugno e 31 dicembre 2020 per la produzione e l'immissione sul mercato di macchinari mobili non stradali e trattori muniti di motori di transizione con potenze inferiori a 75 cavalli (56 kW) e uguali o maggiori a 175 cavalli (130kW).

Tuttavia, le scadenze sono rimaste invariate per i trattori con motori di transizione da 75 a 175 cavalli, le cui immatricolazioni mostrano un calo del 16% nel primo semestre 2020, con un crollo del 23.55% nel secondo trimestre (dati forniti dalle autorità nazionali). Dunque la Commissione europea deve - sostiene il Cema - monitorare con costanza l'effetto del Covid-19 sull'industria, valutare con tempestività l'impatto sulle scadenze imminenti per le macchine del segmento in difficoltà e intraprendere nuove azioni legislative ove necessario.
 

Italia: in "buona" compagnia in Europa

La pandemia ha colpito tutti i paesi Ue, i cui mercati mostrano però differenze significative. Le registrazioni di trattori segnano solo -2.75% rispetto al primo semestre 2019 in Germania, dove l'esigenza di investimenti è tuttora maggiore rispetto allo scorso anno e l'interesse all'acquisto resta elevato nonostante la situazione incerta. Diversamente, in Francia le immatricolazioni sfiorano il -19% a causa degli effetti del blocco durato dal 16 marzo all'11 maggio e dell'alto livello di registrazioni nel 2019. Si prevedono 30mila mezzi immatricolati oltralpe nell'intero 2020 (-15% rispetto al 2019).
 
Confronto immatricolazioni primo semestre 2020 e primo semestre 2019 (Fonte foto: Cema)
Confronto immatricolazioni primo semestre 2020 e primo semestre 2019
(Fonte foto: Cema)

L'Italia chiude i primi sei mesi con un -18% nelle registrazioni (pressoché uguale il dato dei Paesi Bassi), dovuto al peggioramento della domanda, all'arresto/riduzione della produzione nella Fase 1 e alla ripresa lenta della domanda, partita solo a giugno. Fanno ben sperare le iniziative pubbliche a sostegno degli investimenti in macchine e tecnologie innovative per l'agricoltura. Il Regno Unito registra una flessione ancora più importante nelle immatricolazioni (-25.21%), da attribuire all'impatto del Covid-19, ma anche a condizioni meteorologiche avverse e all'incertezza politica conseguente alla Brexit. Risultato simile anche in Spagna (-25.62%).

La situazione è ancora critica in Turchia, dove la produzione non è regolare per via dell'interruzione della catena di approvvigionamento. Nonostante l'offerta limitata, gli ordini interni sono più soddisfacenti rispetto al 2019, anno piuttosto negativo, e nella prima metà dell'anno il tasso di crescita del segmento dei trattori ha raggiunto il 78%.