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2019

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Combi Mais 6.0: un buon risultato

Con 15.55 tonnellate per ettaro di Sy Fuerza e una produzione 2019 inferiore del 4.3% rispetto al 2018, il protocollo ha ottenuto buoni output su mais zootecnico e limitato le perdite in un anno difficile

Fonte: Agronotizie

Autore: Serena Giulia Pala

Investire in innovazione dà i suoi frutti anche in maiscoltura. Lo dimostra la sesta edizione del progetto Combi Mais, che - premiato da Confagricoltura lo scorso luglio - ha permesso di ottenere rese superiori alla media dell'area di riferimento anche in una stagione difficile.
"L'interpretazione di una moderna agricoltura sta nella capacità di superare i problemi, che quest'anno sono stati molti a causa degli eventi climatici estremi, ma sono stati superati grazie al protocollo nato per consentire di coltivare in modo produttivo e sostenibile mais sano e di qualità" afferma il presidente di Innovagri Mario Vigo in occasione della presentazione dei risultati di campo, tenutasi venerdì 4 ottobre 2019 presso la società agricola Folli a Robbiano di Mediglia (Milano).

Presenti all'evento non solo i partner di Combi Mais Idrotechnologies 6.0 (Disafa dell'Università degli studi di Torino, Syngenta, Cifo, Unimer, Netafim, KUHN, Deutz-Fahr e Topcon Agriculture), ma anche il senatore ed ex ministro delle Politiche agricole Gian Marco Centinaio.
"Oggi le parole chiave in agricoltura sono sostenibilità e qualità. Meglio evitare di tassare gli agricoltori per questioni legate all'inquinamento e promuovere l'innovazione che consente di rispettare l'ambiente" dichiara Centinaio. "La qualità dell'agroalimentare italiano è da portare all'attenzione mediatica ed internazionale. Il settore lavora già bene, ma occorre investire ulteriormente affinché i prodotti made in Italy possano girare il mondo a testa alta".
 
Gian Marco Centinaio e Mario Vigo all'open day di Combi Mais 6.0
Gian Marco Centinaio e Mario Vigo all'open day di Combi Mais 6.0

"Il mio obiettivo è portare avanti i progetti già avviati facendo in modo che la politica sia di aiuto agli agricoltori e ai produttori italiani, che devono poter restare sul mercato e mantenere alti i livelli di qualità e sicurezza dell'agroalimentare" continua il senatore. "Dobbiamo prestare massima attenzione alla Pac e alle aziende agricole innovative come quella di Vigo".
 

Combi Mais: ideale anche per mais zootecnico

Nel 2019 i protagonisti del progetto hanno affrontato due sfide in più rispetto al passato: ottenere dall'ibrido SY Fuerza (seminato su 13 ettari) per l'uso zootecnico la stessa profittabilità ricavata con l'ibrido SY Brabus (seminato su 11 ettari) per l'impiego alimentare e produrre in un trimestre in cui la siccità (-73% di pioggia rispetto a giugno-luglio-agosto 2018) e le elevate temperature hanno messo a dura prova la coltivazione del mais.

"Le soluzioni per l'irrigazione intelligente di Netafim hanno permesso di contrastare lo stress idrico, mentre le tecnologie per il digital farming di Topcon e Syngenta hanno consentito di interpretare l'evoluzione delle piante e programmare la raccolta" fa sapere Francesco Scrano, marketing head di Syngenta Italia. "Grazie all'adozione di una metodologia all'avanguardia, Combi Mais ha garantito risultati stabili in anni molto diversi tra loro e rappresenta un'assicurazione per quantità e qualità grazie alla capacità di mitigare gli effetti del cambiamento climatico".
 
Risultati 2019 di Combi Mais 6.0
Risultati 2019 di Combi Mais 6.0

A conti fatti, il protocollo ha sostenuto la produttività del mais anche quest'anno. Le produzioni sono state pari a 15.55 (SY Fuerza) e 15 tonnellate per ettaro (SY Brabus). "La scommessa di dimostrare che si può creare valore anche per i produttori di latte e carne è vinta. Infatti la resa di SY Fuerza è stata maggiore del 3.4% a quella di SY Brabus" specifica Scrano. "Inoltre, la produzione media è stata pari a 15.3 tonnellate per ettaro, segnando una flessione solo del 4.3% rispetto al 2018 a fronte di cali produttivi del 10-15% in Lombardia".

Altri risultati di cui i partner di Combi Mais 6.0 possono andare fieri sono la sanità e la qualità della granella degli ibridi. "Non sono state rilevate micotossine, ad eccezione di tracce di fumonisine (4mila ppb) comunque decisamente inferiori ai limiti di legge" precisa Scrano. "Inoltre la granella di SY Fuerza, pur avendo un contenuto di amido simile al benchmark (72.2% contro 71.7% di sostanza secca), presenta una digeribilità dell'amido maggiore di 5.3 punti percentuali (84.8% contro 79.5% di sostanza secca)".
Sulla produzione di 15.55 tonnellate per ettaro, la differenza equivale a 1-2 tonnellate di amido digeribile in più, che si traduce in un valore nutritivo superiore. La granella del SY Fuerza di Combi Mais rende di più in allevamento e quindi può ottenere un premium price. "Dunque il protocollo assicura una redditività maggiore nella produzione di mais non più solo per uso alimentare, ma anche per uso animale" chiosa Scrano. "Il segreto degli ottimi risultati di Combi Mais sta nel provare a fare sempre di più".
 
Qualità della granella del SY Fuerza di Combi Mais 6.0
Qualità della granella del SY Fuerza di Combi Mais 6.0
 

L'innovativo protocollo alla prova

I risultati ottenuti con Combi Mais 6.0 sono ancora più positivi alla luce delle precipitazioni violente, irregolari e delle temperature elevate dell'estate 2019. "Quest'anno il 25% della superficie maidicola lombarda è stata tempestata e il caldo straordinario di giugno ha determinato un'alta evapotraspirazione delle piante" spiega Amedeo Reyneri, docente all'Università di Torino. "Dunque, sebbene la superficie nazionale seminata a mais sia aumentata di 60mila ettari rispetto al 2018, le rese in granella sono calate del 6-12% in Nord Italia e addirittura del 30% in certi areali".
Il 2019 è stato abbastanza buono dal punto di vista qualitativo. "Le aflatossine sono rimaste a livelli gestibili, nonostante la B1 fosse molto diffusa" aggiunge Reyneri. "In più, è stata rilevata una contaminazione da fumonisine elevata ma non diffusa, nonché una contaminazione da deossinivalenolo e zearalenone bassa e non diffusa".

Le rese contenute di quest'anno non giocano a favore della produzione nazionale di mais, che dal 2000 ad oggi segue un trend negativo per via del calo di superficie (-33mila ettari all'anno) e della stabilità delle rese. "Dal 2000 i consumi interni sono aumentati di 0.2 milioni di tonnellate all'anno. La domanda crescente è oggi soddisfatta in buona parte dalle importazioni, che hanno raggiunto i livelli della produzione italiana determinando una bilancia commerciale in passivo" specifica il professore.
Per risollevare la maiscoltura nazionale, è stato creato un tavolo tecnico per il mais con 35 membri partecipanti e quattro gruppi di lavoro che si sono occupati della stesura di un piano di settore.
 
Situazione nazionale del mais dal 1960 ad oggi
Situazione nazionale del mais dal 1960 ad oggi

"È importante sottolineare che il mais resta la prima coltura nazionale in termini produttivi e non è sostituibile: un ettaro di mais può essere sostituito con due ettari di cereali autunno-vernini, ma i terreni non bastano" spiega Reyneri. "Inoltre le importazioni di mais pari al 50% devono mettere in allerta i produttori di Dop e Igp di origine animale, che potrebbero perdere i marchi qualora usassero più del 50% di sostanza secca all'anno di mangimi non provenienti dalla zona geografica delimitata. Oltre alla qualità, bisogna garantire volumi di produzione adeguati".

Il piano di settore prevede tre linee d'intervento: l'orientamento al mercato tramite la valorizzazione del mais italiano, l'aumento della competitività mediante il recupero dell'efficienza e la promozione di politiche efficienti attraverso interventi mirati. "Oggi urge puntare sulle specialty in maiscoltura ed impostare un processo pilota per il mais zootecnico destinato alle filiere di pregio, investire in ricerca ed innovazione (in primis nelle New breeding techniques - Nbt), indirizzare gli interventi sui futuri Psr e promuovere la comunicazione corretta" conclude il docente.
 
Linee di intervento del piano per il settore mais
Linee di intervento del piano per il settore mais
 

Combi Mais Idrotechnologies, sempre più ammirato

Capace di apportare notevoli vantaggi nelle filiere alimentare e zootecnica, il progetto aderente all'iniziativa Mais in Italy si è distinto non solo in campo, ma anche nell'ambito del primo concorso dedicato alle imprese agricole innovative indetto da Confagricoltura. "È stato un privilegio premiare Combi Mais, che da Expo 2015 semina innovazione" afferma Vincenzo Lenucci, responsabile area economica e centro studi di Confagricoltura. "Penso che oggi i premi all'innovazione debbano essere attribuiti anche in agricoltura per incentivare il comparto".

Guarda con interesse al protocollo anche Franco Lucente della Commissione Agricoltura della Regione Lombardia. "Sono orgoglioso di sapere che sul territorio c'è l'azienda agricola Folli e ringrazio tutta la squadra del Combi Mais per le alte produzioni raggiunte" dichiara Lucente. "Di certo è necessaria una presenza maggiore della regione nel settore, che oggi è alle prese con il cambiamento climatico".

"Siamo contenti di avere la possibilità di innovare grazie alle novità fornite dai partner e alla continua ricerca di nuove sfide. Mi aspetto un'accelerazione da parte delle istituzioni, perché c'è bisogno di un salto che renda possibile fare agricoltura in modo produttivo, sostenibile e redditizio" conclude Mario Vigo.

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