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2019

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Agrofarmaci, la corretta applicazione conta (quasi) quanto il prodotto

La scorretta applicazione può compromettere l'efficacia di un agrofarmaco e la buona riuscita del trattamento. Ecco dunque cosa fare per non sbagliare, ottenere i risultati attesi e rispettare l'ambiente circostante

Fonte: Agronotizie

Autore: Tommaso Cinquemani

Prosegue su AgroNotizie la rubrica dedicata a migliorare la conoscenza delle pratiche di uso sicuro e sostenibile degli agrofarmaci, obiettivo dell'iniziativa Bayer AgriCampus. L'efficacia di un agrofarmaco è legata alla sua corretta applicazione. Utilizzare attrezzature non perfettamente funzionanti, ugelli non tarati o velocità di avanzamento eccessive possono portare ad una scorretta applicazione dell'agrofarmaco, con ricadute negative su produzioni e ambiente.

Bayer AgriCampus è una iniziativa per migliorare le pratiche di uso sicuro e sostenibile degli agrofarmaci
Bayer AgriCampus è una iniziativa per migliorare le pratiche di uso sicuro e sostenibile degli agrofarmaci

Il tema della corretta distribuzione degli agrofarmaci in vigna è stato al centro dell'evento organizzato da Bayer l'estate scorsa nell'ambito dell'iniziativa AgriCampus, presso l'azienda vitivinicola Vigna Dogarina di Salgareda (Tv), parte della cooperativa Vivo (Viticoltori Veneto Orientale). Una sera in campo per mostrare in modo chiaro ai numerosi tecnici e viticoltori presenti le migliori pratiche per una corretta applicazione degli agrofarmaci.

Nelle prove sono stati messi a confronto ugelli antideriva a ventaglio (CVI) e a cono vuoto (TVI), ugelli tradizionali a cono vuoto (ATR) e un nebulizzatore pneumatico. Per mettere in evidenza il livello di copertura e le differenze tra gli ugelli antideriva confrontati, nelle botti è stata miscelata all'acqua una sostanza fluorescente completamente naturale. Al calare della notte i partecipanti all'evento sono entrati in vigna e con una lampada UV hanno potuto constatare gli effetti dei trattamenti.

Un grappolo d'uva illuminato da una lampada a raggi UV
Un grappolo d'uva illuminato da una lampada a raggi UV
(Fonte foto: AgroNotizie)

 

Gli ostacoli ad una corretta applicazione degli agrofarmaci

Durante la giornata, che ha visto una parte in aula e una in campo, è intervenuto Paolo Balsari, dell'Università di Torino, che ha sottolineato come una scorretta regolazione delle irroratrici e un parco macchine obsoleto siano tra le principali cause di una cattiva distribuzione degli agrofarmaci, con perdite di prodotto applicato fino all'80%.

La scorretta applicazione degli agrofarmaci si traduce in una cattiva difesa delle colture. Si hanno infatti zone sottotrattate, soggette quindi allo sviluppo dei patogeni. Oppure aree sovratrattate, che possono portare a fenomeni di fitotossicità e alla presenza di residui sul prodotto finale superiore ai limiti consentiti. Senza contare che la scorretta applicazione degli agrofarmaci potrebbe generare ricadute negative anche per l'ambiente circostante a seguito della possibile deriva.

Risulta evidente dunque quanto sia importante applicare correttamente gli agrofarmaci. "Il Pan prevede che tutte le macchine con più di cinque anni siano sottoposte al controllo funzionale, requisito fondamentale per entrare in campo in sicurezza", spiega Roberto Bulzoni, titolare della Bulzoni Meccanica. "La taratura, che adatta la macchina alle esigenze specifiche della singola azienda, rimane invece ancora facoltativa".

 

La soluzione: la check list per una corretta applicazione

Prima di entrare in campo è sempre bene seguire questi pochi semplici passi per trattare le colture in maniera corretta.

Utilizzare gli ugelli antideriva. Le goccioline prodotte dagli ugelli antidervia offrono una uniformità di applicazione simile a quella degli ugelli tradizionali. La maggiore grandezza delle gocce tuttavia impedisce alla miscela di percorrere lunghe distanze rispetto al sito di applicazione, con una riduzione complessiva della deriva.

Le prove in campo effettuate presso l'azienda vitivinicola Vigna Dogarina hanno dimostrato che i getti erogati dagli ugelli antideriva riescono a penetrare all'interno della vegetazione ricoprendo foglie e grappoli in maniera analoga a quelli tradizionali. In particolare l'ugello antideriva a ventaglio (CVI) e quelli a cono vuoto tradizionali (ATR) hanno avuto performance analoghe, mentre gli ugelli antideriva a cono vuoto (TVI) sono stati meno preformanti.


Un ugello Albuz TVI utilizzato nella prova in campo
(Fonte foto: AgroNotizie)

Pressione d'esercizio. La grandezza delle gocce dipende anche dalla pressione (più aumenta più i diametri calano). Bisogna quindi scegliere correttamente i valori di esercizio. Le schede tecniche degli ugelli riportano la pressione ottimale, che normalmente è pari a 10 bar. In linea generale le gocce fini sono più coprenti, ma meno penetranti e maggiormente soggette a deriva. Per le gocce grandi è vero l'esatto contrario: più penetrazione, meno deriva e copertura.

Velocità della ventola. C'è l'erronea convinzione che la velocità elevata del ventilatore aiuti le gocce a penetrare la chioma delle viti. Questo non è vero perché volumi d'aria troppo elevati provocano un eccessivo movimento delle foglie e una dispersione fuori bersaglio del prodotto.

Velocità di avanzamento. La tendenza a schiacciare un po' troppo l'acceleratore per finire prima il lavoro è una tendenza diffusa. Andare troppo veloce tuttavia influisce negativamente sulla qualità di distribuzione del prodotto fitosanitario. In linea generale una velocità di 6 km/h è ideale per un trattamento performante.

Condizioni meteorologiche. Durante l'evento Paolo Balsari ha poi ricordato che per evitare il fenomeno della deriva non bisogna mai trattare con vento superiore ai 5 km/h. Bisogna poi prestare attenzione che eventuali centri abitati o elementi sensibili come corsi d'acqua o pozzi siano sopravento e non sottovento. Infine ha ricordato che con temperature elevate e bassa umidità relativa sarebbe meglio non entrare in campo perché l'evaporazione delle gocce aumenta il fenomeno della deriva.


 

Uso consapevole degli agrofarmaci: anche #iocitengo

Nell'applicare correttamente gli agrofarmaci il primo a guadagnarci è l'agricoltore che ottiene una difesa delle colture migliore e anche un risparmio di prodotto. L'utilizzo di attrezzature perfettamente funzionanti e correttamente tarate porta infatti ad una riduzione degli sprechi e quindi ad un risparmio economico. Per questo il primo a dire #iocitengo, l'hashtag scelto da Bayer per l'iniziativa AgriCampus, deve essere l'agricoltore.

Una corretta applicazione degli agrofarmaci ha ricadute positive anche sull'ambiente. Riducendo il fenomeno della deriva si migliora la precisione del trattamento.

A tenere che le buone pratiche per una corretta applicazione degli agrofarmaci si diffondano tra gli agricoltori è anche Bayer, che lavora a 360 gradi perché i suoi prodotti difendano al meglio le colture. Eventi come quello nell'azienda vitivinicola Vigna Dogarina permettono a tecnici partner e agricoltori di condividere le buone pratiche per un uso corretto degli agrofarmaci.
 
Bayer AgriCampus è un'iniziativa lanciata da Bayer Crop Science Italia con l'obiettivo di promuovere l'uso consapevole degli agrofarmaci.
Image Line è partner e su AgroNotizie ha creato una rubrica per ospitare i contributi provenienti da Bayer e dai partner di AgriCampus.
Consigli tecnici che se seguiti si traducono in vantaggi sia per l'agricoltore che per l'ambiente e i consumatori. Perché per tutti gli attori della filiera vale l'hashtag #iocitengo

Appuntamento ad aprile per la nuova puntata di Bayer AgriCampus dedicata alla scoperta dei prodotti di natura biologica per la difesa delle colture.



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