A partire da autunno 2018, arriverà sul mercato una farina di polenta sana e sicura. Si tratta del prodotto di Combi Mais 5.0, progetto sostenibile di maiscoltura al centro della conferenza tenutasi lo scorso 15 maggio nello spazio eventi "Il Luogo Ideale" presso l'Iper di Piazza Portello, a Milano.
Saranno proprio i super e ipermercati Iper, Unes, U2 a distribuire la farina di Combi Mais, che - parte dell'iniziativa Mais in Italy - vede i partner Università degli studi di Torino, Syngenta, Cifo, KUHN, Deutz-Fahr, Unimer, Netafim e Topcon Agriculture (aggiuntosi quest'anno) impegnati nell'applicazione del protocollo di coltivazione del cereale.

Adottato nell'azienda agricola Folli con l'obiettivo di produrre 20 tonnellate per ettaro di granella, il progetto prevede innovazioni all'insegna di una precisione quasi chirurgica.
"Combi Mais 5.0 è un'occasione per dimostrare l'efficacia sul campo dei nostri sistemi di raccolta dati e di supporto alle decisioni agronomiche - ha commentato Marco Miserocchi, country manager agricoltura Topcon Agriculture - capaci di migliorare la produttività, la qualità dei prodotti agricoli e aumentare la sostenibilità in agricoltura".

 

Il mais dal campo allo scaffale

"È nata una collaborazione tra produttori agricoli, attori industriali e parte distributiva rara nel mondo della grande distribuzione - ha dichiarato Gabriele Nicotra, direttore acquisti Iper-Unes supermercati - Tale partnership permette a Iper di commercializzare un alimento che ben rappresenta il lavoro della filiera e di supportare un'iniziativa che presta attenzione al territorio".

A testimonianza della qualità del prodotto, la farina di Combi Mais Idrotechnologies porterà la firma "Le oasi controllate" e sarà venduta con il brand Il viaggiator goloso®, un driver di successo.
"Iniziamo a distribuire il prodotto con un quantitativo pilota, che prevede circa 40mila confezioni da un chilo e da mezzo chilo di polenta bramata, una farina a grana grossa, e polenta fioretto, una farina a grana più fine" ha fatto sapere Mario Vigo, presidente di Innovagri e ideatore del progetto di maiscoltura.
 
Mario Vigo e Gabriele Nicotra alla presentazione di Combi Mais Idrotechnologies 5.0
Mario Vigo e Gabriele Nicotra alla presentazione di Combi Mais Idrotechnologies 5.0

"Oggi il protocollo Combi Mais passa da una dimensione produttiva a una dimensione di filiera - ha aggiunto Francesco Scrano, head of customer marketing Syngenta Italia - poiché il mais raccolto nell'azienda Folli viene lavorato dal Molino Brunatti, confezionato dalla Riseria Vignola e entra a far parte della linea di prodotti top Il viaggiator goloso®".

 

Maiscoltura: ultime notizie dal mercato

Convinto che il sostantivo capace di definire meglio Combi Mais Idrotechnologies sia sostenibilità (economica, ambientale e sociale), Vigo ha ribadito che alla crisi di sistema del settore maidicolo si può rispondere con l'adozione della strategia "coltivare pensando" e con l'investimento in innovazione.
Secondo l'agricoltore, "Con l'innovazione e la tecnologia di ultima generazione che caratterizzano il protocollo possiamo essere competitivi sul mercato riducendo i costi e l'impatto ambientale, aumentando la redditività".
È sulla stessa lunghezza d'onda Amedeo Reyneri, professore di agronomia all'Università di Torino e coordinatore delle attività in campo di Combi Mais, chiamato a inquadrare lo scenario maidicolo italiano.

"Nel periodo 2004-2017, sia la produzione interna di mais sia la superficie coltivata a mais sono scese arrivando rispettivamente a 6 milioni di tonnellate e a 650mila ettari nella campagna dell'anno scorso - ha spiegato Reyneri - mentre le importazioni del cereale sono aumentate andando a coprire circa il 60 per cento del consumo nazionale".
Infatti, si stima che nel 2017 il fabbisogno interno di mais (pari a 12.7 milioni di tonnellate) sia stato soddisfatto per il 53 per cento dalle importazioni, che hanno raggiunto 6.7 milioni di tonnellate con un valore di 1.2 miliardi di euro. La crescita dell'import risulta ancor più evidente se si considera che nel 2004 il mais consumato a livello nazionale (pari a 13 milioni di tonnellate) proveniva solo in minima parte dalle importazioni, che non superavano 1-2 milioni di tonnellate con un valore inferiore ai 250 milioni di euro.
 
Andamento della produzione interna e dell'import di mais dal 2004 al 2017
Andamento della produzione interna e dell'import di mais dal 2004 al 2017

Oltre alla quota dell'import, cresce la qualità richiesta dal mercato alla filiera maidicola. "Dall'osservazione del listino granaglie della Borsa di Milano, emerge che negli anni 2015-2017 il mais da granella alimentare, categoria in cui si inserisce il prodotto Combi Mais, - ha proseguito il docente - presenta un prezzo maggiore del 17-12 per cento rispetto al prezzo dell'ibrido comune nazionale, assunto come standard".

Inoltre, se nel 2015 e nel 2016 il prezzo del mais alimentare italiano non differiva molto da quello del mais comunitario, nel 2017 il prezzo del primo ha segnato un aumento di otto punti percentuali rispetto a quello del secondo grazie alla riduzione della presenza di micotossine e quindi al miglioramento della qualità.
 
Valutazione del mais da granella nel listino della Borsa di Milano
Valutazione del mais da granella nel listino della Borsa di Milano

 

L'innovazione è la soluzione

Dunque, in un contesto maidicolo che registra una perdita di redditività a causa di criticità meteo-climatiche, biotiche, sanitarie, legate ai mercati nazionale e internazionale, ad aspetti strutturali, alla Pac e a vincoli normativi italiani ed europei, si può ancora fare reddito se si migliora la qualità - oltre alla resa - del mais mediante l'introduzione di nuove soluzioni nel processo produttivo.

"Affinché le innovazioni abbiano successo, è necessario combinare razionalmente gli interventi di genetica, lavorazione del terreno, nutrizione, irrigazione e difesa applicando i principi del precision farming - ha affermato Reyneri - Con quest'approccio, Combi Mais Idrotechnologies ha ottenuto una produzione (quasi 18 tonnellate per ettaro) più alta rispetto a quella della media attuale e ricavi maggiori dei costi variabili sostenuti, rendendo possibile il recupero delle rese".
 
Confronto tra la produzione di Combi Mais e la produzione media del cereale
Confronto tra la produzione di Combi Mais e la produzione media del cereale

Secondo il docente, i pensieri elaborati nell’ambito del progetto andrebbero portati al tavolo tecnico del settore mais, che ha il compito di promuovere i contratti di filiera, armonizzare le normative vigenti e predisporre un Piano maidicolo nazionale. Tra le azioni suggerite, il sostegno delle innovazioni, il supporto della rete pubblica dei confronti varietali, la promozione dell'aggiornamento di strutture e stoccaggio, l'incentivazione di strumenti di mercato avanzati e il sostegno dello sviluppo di prodotti trasformati.

 

Le novità di Combi Mais 5.0

Dopo aver sottolineato che Combi Mais Idrotechnologies 5.0 è applicabile anche in aziende agricole tradizionali, Francesco Scrano ha descritto il protocollo, quest'anno articolato in 13 punti e implementato su 28 ettari.
"L'ossatura di Combi Mais non è cambiata, perché una squadra che vince non si cambia - ha specificato Scrano, adottando un gergo calcistico - ma abbiamo introdotto tre rivisitazioni di ruoli nella concimazione di fondo, nella nutrizione in fertirrigazione, nella raccolta con lo sviluppo delle mappe di produzione e un nuovo talento, cioè la tecnologia per precision farming di Topcon Agriculture".

Come in passato, l'appezzamento con due bordi Operation Pollinator è stato diviso in quattro parti per testare due tecniche irrigue (subirrigazione e irrigazione a scorrimento), due densità di semina, quattro apporti nutrizionali e per capire cosa incide su produzione e qualità.
Le macchine agricole utilizzate sono state le stesse dell'anno scorso. Infatti la minima lavorazione è stata eseguita con il coltivatore a denti KUHN Cultimer 300 abbinato al trattore Deutz-Fahr Agrotron 7250 TTV (6185 TTV nel 2017), mentre la concimazione di fondo con lo spandiconcime di precisione Axis 20.2, che ha distribuito 10 quintali per ettaro dell'ammendante Unimer MicroLife su due riquadri. Introdotto quest'anno, Microlife affianca il concime Unimer Flexifert 10.0.20.
 
Novità nella concimazione di fondo di Combi Mais 5.0
Novità nella concimazione di fondo di Combi Mais 5.0. Clicca sull'immagine per ingrandirla

Nulla è cambiato nel protocollo relativamente alla semina - condotta nei giorni 23-30 aprile 2018 con la seminatrice KUHN Maxima 2 e la trattrice DF 5115.4 G, l'ibrido SY Brabus, il concime Cifo Granverde Top Start 8.35 NP - al diserbo, alla protezione contro funghi e piralide, alla nutrizione in sarchiatura. È stata però perfezionata la nutrizione in fertirrigazione.
"Quest'anno distribuiremo Cifo Idrofloral 35.5.8 e 15.10.30 in sei interventi di subirrigazione dalla quinta alla 14 esima settimana di vegetazione per garantire 270 unità di azoto per ettaro - ha spiegato il manager Syngenta - Valuteremo anche se l'apporto di una dose maggiore di potassio in un momento ritardato possa incidere in modo positivo sulla maturazione della spiga e sul contenuto di amido e zuccheri nel mais".

Resta d'importanza cruciale la gestione dei fabbisogni idrici attraverso tre coppie di sensori Netafim, che identificano i momenti più adatti per irrigare e registrano gli apporti idrici, e il sistema Netafim uManage, che tramite una stazione di rilevamento dialoga con i sensori, invia alert agli agricoltori e ottimizza così l'uso delle risorse idriche.
Grande novità del protocollo di quest'anno è l'impiego di un sistema di precisione Topcon, che - installato sul DF 5115.4 G con il monitor X35, il volante elettrico AES35, un sensore CropSpec - gestisce la guida del trattore con Gps durante la semina, la concimazione, l'irrorazione e raccoglie dati generando mappe di vegetazione, di produzione.
In particolare, lo sviluppo vegetativo del mais è controllato tramite il monitoraggio di CropSpec e la rilevazione satellitare dell'NDVI eseguita da Syngenta.
 
Sistema Topcon Agriculture per il precision farming, novità di Combi Mais 5.0
Sistema Topcon Agriculture per il precision farming, novità di Combi Mais 5.0. Clicca sull'immagine per ingrandirla

 

Il protocollo di coltivazione in futuro

Si dovranno aspettare il campionamento e la raccolta - previsti per la seconda metà di settembre - per conoscere i risultati qualitativi (assenza di micotossine) e quantitativi di Combi Mais Idrotechnologies 5.0, che saranno resi noti durante un Open Day dedicato.
Nel corso della raccolta, i sensori della mietitrebbia misureranno i dati di resa e di umidità creando una mappa di produzione, che - incrociata con le mappe di vegetazione e le analisi del terreno - permette di fotografare l'evoluzione della coltura, individuare i fattori produttivi determinanti per il risultato finale e realizzare una mappa di prescrizione per la correzione di eventuali carenze nutrizionali.

"Pur avendo ottenuto la qualità della granella desiderata, non siamo ancora riusciti a produrre 20 tonnellate per ettaro, complice anche l'andamento climatico anomalo del 2017 - ha dichiarato Vigo - Dunque, puntiamo a raggiungere la quantità di granella prefissata e mettiamo la nostra esperienza a disposizione dei maiscoltori e delle istituzioni che decidono le politiche di settore".
Per il presidente di Innovagri, la politica potrebbe fare riferimento alle iniziative Combi Mais, Mais in Italy e alle imprese agricole virtuose per la predisposizione dei prossimi Psr, soprattutto qualora si riducessero le risorse della Pac.

"La Regione deve impegnarsi tanto nella lotta al consumo di suolo quanto nel rilancio dell'agricoltura, che dev'essere supportata e resa redditizia anche per evitare la perdita della sovranità alimentare nazionale - ha affermato l'assessore al territorio e alla protezione civile della Regione Lombardia Pietro Foroni Quest'ultima può essere tutelata mettendo la ricerca e l’innovazione al servizio delle imprese e della filiera, proprio come ha fatto il progetto Combi Mais 5.0".

Questo articolo appartiene alle raccolte: