La Federazione nazionale costruttori macchine agricole (FederUnacoma) presenta a Bruxelles i dati sull'andamento del mercato 2017. Sebbene i risultati siano particolarmente positivi, FederUnacoma ha riscontrato alcuni problemi: prima fra tutti la 'Mother regulation' che, mettendo fuori mercato i macchinari più vecchi, ha innescato una svendita degli stessi e una conseguente impennata degli acquisti nella fine del 2017. Le soluzioni proposte dalla Federazione sono normative specifiche per i macchinari agricoli e un dilatamento dei tempi di applicazione delle normative.

E' stata infine presentata la fiera Eima 2018, che avrà luogo a Bologna con l'obiettivo di abbattere il record di affluenza raggiunto nell'edizione precedente.
 

Sensibile incremento del mercato in Europa e nel mondo

Il mercato del settore, in generale, è in crescita ma a velocità diverse. Cina e India hanno registrato un incremento delle vendite formidabile, rispettivamente del 19% e del 33%, e si presume che a fine anno abbiano superato il tetto di 600mila unità e 500mila unità di trattrici vendute.
In Europa, invece, la crescita stimata è tra il 2 e il 3%, con impennate in Germania, Spagna e Italia che ha registrato un incremento dei macchinari immatricolati addirittura del 23,8%.
 

Mother regulation, la normativa che mette fuori mercato i macchinari più vecchi

Il presidente Alessandro Malavolti sottolinea però come si tratti solo in parte di una ripresa naturale del mercato, spinta in realtà da un elemento esterno: l'entrata in vigore a gennaio 2018 della Mother regulation, una normativa europea che obbliga le aziende a modificare i criteri di omologazione dei mezzi agricoli, mettendo così fuori mercato gli stock di macchinari già prodotti. Questo ha portato di conseguenza ad una svendita dei vecchi macchinari entro la fine del 2017, spiegando il forte incremento di vendite.

L'entrata in vigore della Mother regulation e della normativa europea sulle emissioni inquinanti produrranno, secondo le previsioni di FederUnacoma, un aumento complessivo dei costi dei macchinari del 40% nel periodo 2015-2021. Gli agricoltori, però, non potendo spendere così tanto hanno già cominciato a comprare macchine di seconda mano, di un'età media di venti anni, annullando i benefici previsti da entrambe le normative.
 

Normative specifiche per macchinari agricoli e tempi più dilatati

La soluzione proposta da FederUnacoma è quella di fornire delle normative tecniche specifiche per i macchinari agricoli, perché fino ad ora hanno dovuto seguire quelle delle automobili, evidentemente non totalmente compatibili. Inoltre, la Federazione ha già chiesto una dilatazione delle tempistiche per attivare tali norme, per evitare di mettere fuori mercato ogni due anni i macchinari prodotti, ma i tempi rimangono comunque stretti.
 

Eima 2018, verso il superamento di ogni record

Durante la conferenza stampa è stata anche presentata l'Eima International 2018, la rassegna internazionale della meccanica agricola. Organizzata dall'associazione dei costruttori italiani FederUnacoma, la 43esima edizione si terrà dal 7 all'11 novembre a Bologna. Nel 2018 punteranno a superare i risultati record del 2016, quando si erano registrati 2mila industrie espositrici, 300mila visitatori e 70 delegazioni estere ufficiali.

A tal riguardo, l'amministratore delegato di FederUnacoma Massimo Goldoni ha dichiarato: "La rassegna Eima International mostra una crescita costante in termini di superficie espositiva e visitatori, e si è imposta nelle ultime edizioni come quella con il più alto livello di internazionalità".
 

De Castro (Comagri), qualche preoccupazione sul futuro della Pac

"Il Regolamento Omnibus porta novità importanti, perché finalmente chiude la partita con le problematiche anti trust, che hanno sempre creato difficoltà ai nostri grandi consorzi" ha dichiarato Paolo de Castro, eurodeputato membro della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo intervenuto alla conferenza stampa FederUnacoma.

"Una qualche preoccupazione la stiamo mostrando riguardo la futura Pac perché si parla sempre di più dell'ipotesi di lasciare agli Stati membri l'autonomia nella gestione anche del primo pilastro" ha ammesso l'eurodeputato. "Comunque questa legislatura si chiude con l'Omnibus. Il futuro della Pac sarà poi discusso con la prossima legislatura" ha concluso.