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Contoterzisti Umbria, "la politica ci ascolti"

Nella assemblea annuale dell'associazione umbra dei contoterzisti agricoli è stata ribadita l'importanza della categoria per la competitività delle piccole e medie imprese agricole
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Da sinistra, Andrea Stortini, Sergio Bambagiotti, Clevio Demicheli, Fernanda Cecchini, Aproniano Tassinari e il logo Uncai

Si è tenuta sabato scorso a Montebuono di Magione in provincia di Perugia, l'assemblea annuale di Contoterzisti Umbria, associazione aderente a livello nazionale a Uncai, l'Unione nazionale contoterzisti agromeccanici e industriali.

Un incontro a cui hanno partecipato all'incontro l'assessore regionale all'agricoltura Fernanda Cecchini, il presidente di Uncai Aproniano Tassinari, il presidente di Contoterzisti Umbria Sergio Bambagiotti, il direttore di Confagricoltura Umbria Cristiano Casagrande, il vice segretario generale della confederazione Alessandro Sdoga, Clevio Demicheli, vicepresidente Uncai, e il sindaco di Magione Giacomo Chiodini

Una giornata in cui è stato ribadito il ruolo centrale dei contoterzisti agricoli, che con il loro lavoro permettono anche alle piccole e medie aziende agricole di accedere ai finanziamenti europei.

"Io resto!" ha esordito Sergio Bambagiotti, riprendendo l'esclamazione con cui il giovane sergente Angiolo Zampini, suo concittadino, decise di disobbedire agli ordini di ritirarsi per difendere 300 civili del paesino friuliano in cui combatté durante la prima guerra mondiale.

Un omaggio al gesto eroico di quel ragazzo di cent'anni fa, dimenticato per tanto tempo, ma anche un grido per sottolineare la difficile situazione degli operatori del settore.

"Io resto, anche se ci sono regole inadeguate per lo sviluppo del contoterzismo – ha continuato Bambagiotti, aggiungendo che gli imprenditori agromeccanici sono portatori sani di tecnologia e innovazione – se resto in prima linea è per dare dignità all'agricoltura e al contoterzismo umbro, perché in regione la politica deve riconquistare il suo primato sull'economia e sul mercato".

L'assessore Fernanda Cecchini si è detta disponibile ad aprire un tavolo in regione a inizio gennaio per risolvere alcuni problemi dei contoterzisti.

"I contoterzisti sono strettamente legati al mondo agricolo, rendendo possibili lavorazioni rispettose dell'ambiente e migliorando la competitività delle aziende agricole medie e piccole" ha detto Cecchini.

"L'Europa non ci ha concesso di inserirli tra i beneficiari dei piani di sviluppo rurale – ha continuato l'assessore – ma chiedendo di sviluppare reti di imprese si è resa conto che occorre fare massa critica per introdurre certe innovazioni e affermare il principio di pari opportunità per tutte le aziende agricole, non solo per quelle molto grandi. È quindi importante il contributo dei contoterzisti, anche per verificare che i criteri per la definizione dei bandi dei psr siano stati corretti".

I contoterzisti sono l'anima dell'agricoltura, ha detto il presidente di Uncai Aproniano Tassinari nel suo intervento, ricordando che gli investimenti soprattutto nel settore meccanico, vengono fatti da questa categoria.

Una categoria, come ha affermato Tassinari, che ha sempre lavorato in campo, senza cercare mai i riflettori, e che, che che non ha mai cercato i riflettori e che se decidesse di fare sciopero in periodo di mietitura lascerebbe la gente senza grano.

Una provocazione questa del presidente dei contoterzisti per ribadire che la politica deve cambiare passo e riconoscere nel contoterzismo l'unica strada percorribile per il rinnovamento tecnologico e per l'efficientamento del settore primario.

"La collaborazione tra Uncai e Confagricoltura in Umbria – ha concluso Tassinari – dimostra alla politica che, con i contoterzisti, le aziende agricole di tutte le dimensioni possono competere ad armi pari anche sui mercati internazionali con risultati economici e sociali che non devono essere dispersi".

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