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201728nov

Il controllo funzionale e la regolazione strumentale delle macchine irroratrici

Solo 127.000 macchine controllate in Italia invece delle 600.000 stimate. Previsioni sbagliate? Oppure rifiuto di farsi controllare e regolare la macchina? Ecco perché le aziende rischiano verbali e perdono un'occasione importante
macchine-irroratrici-fonte-roberto-bulzoni.jpeg

Il controllo funzionale delle irroratrici consiste nel verificare i requisiti minimi e l'efficenza delle singole componenti meccaniche

Il successo dei trattamenti fitosanitari è il prodotto di vari fattori indipendenti che risultano indispensabili come: l'utilizzo di molecole chimicamente evolute, il ricorso a moderne strategie di lotta che consentano di intervenire nei tempi e nei modi più efficaci, l'adozione di tecnologie meccaniche sempre più innovative, per garantire sempre più maggiore precisione nella collocazione della miscela sul bersaglio, evitando anomali rilasci di fitofarmaco nell'ambiente.
Tutto questo coadiuvato da un controllo periodico delle macchine irroratrici e regolazione taratura delle stesse in funzione delle specifiche realtà aziendali.

Il controllo funzionale e la regolazione strumentale delle irroratrici rappresentano pertanto elementi irrinunciabili ed essenziali nel garantire trattamenti fitosanitari dotati di elevata efficacia e di ridotto impatto ambientale.
Da non sottovalutare che con le attrezzature a tutt'oggi operanti esiste sempre una certa percentuale di soluzione che si disperde, a terra o per deriva, senza raggiungere la massa fogliare o stabilizzarsi sulla stessa. 
Questo fenomeno molto sentito nelle culture fruttivinicole, dove in alcuni casi le perdite di soluzione si avvicinano al a più del 50%, con tutte le conseguenze che ne derivano in termini di efficacia del trattamento e di impatto ambientale del medesimo.

L'efficienza distributiva delle macchine irroratrici è pertanto un requisito indispensabile e irrinunciabile che solo periodiche ed efficaci operazioni di controllo funzionale e regolazione strumentale taratura sono in grado di garantire.
Trascurando questo aspetto significa rinunciare all'efficacia del trattamento annullando i progressi chimici, meccanici e fitoiatrici fin qui raggiunti. 


Evoluzione del servizio e attività 

Le prime attività relative al controllo delle irroratrici risalgono al 1981 con l'avviamento di una serie di progetti di ricerca e sviluppo finanziati dalla regione Emilia Romagna e coordinati dal Crpv di Cesena con la collaborazione scientifica del dipartimento di scienze e tecnologie agro alimentari dell'Universita degli studi di Bologna.

Successivamente alla fase di ricerca , nel 1992 si è passati al servizio del controllo e taratura alle aziende agricole, coordinato dal Crpv attraverso centri regionali.

Nel 1996 alcune amministrazioni regionali sollecitano e promuovono la diffusione a 'Livello interregionale' delle attività di controllo e taratura delle irroratrici, segue l'attivazione della misura 4 del programma Agricoltura e qualità.
Ad oggi in Emilia Romagna sono stati fatti su macchine irroratrici operanti su colture frutticole, viticole, erbacee ed ortive circa 46.000 controlli. 

Con delibera regionale 1862/2016, in Emilia Romagna è stato recepito il piano d'azione nazionale Pan, a tale riguardo occorre precisare che la metodologia stabilità nell'ambito dello stesso riguarda il solo controllo funzionale (verifica dell'efficienza delle singole componenti meccaniche) mentre non si è ritenuto opportuno fornire indicazioni in merito alla regolazione strumentale a taratura, che consiste nell'adattamento delle modalità di utilizzo, alle specifiche realtà aziendali, considerate le notevoli diversità agronomico-colturali presenti tra o nelle diverse regioni, rendendo di fatto impossibile omogenizzare e standardizzare tale servizio.

La metodologia di regolazione strumentale taratura, resta pertanto di pertinenza di ogni singola Regione o provincia autonoma.
 

Controllo funzionale

Il controllo funzionale delle irroratrici consiste nel verificare i requisiti minimi e l'efficenza delle singole componenti meccaniche allo scopo di accertare che le prerogative di un corretto funzionamento vengano mantenute nel tempo. 

Infatti bisogna precisare che, a seguito di utilizzo in campagna, qualsiasi componente meccanica può manifestare cali e riduzioni di efficenza con riflessi negativi sulla qualità della distribuzione .

Attraverso il controllo periodico delle macchine irroratrici è possibile individuare le componenti inefficienti e ricreare le condizioni per una ottimale applicazione dei prodotti fitosanitari.

Il controllo funzionale è un procedimento standardizzato definito nell'ambito del Pan, che si fonda sulla verifica delle seguenti componenti :
  • presenza e stato degli elementi di trasmissione;
  • gruppo ventola;
  • pompa (portata, pulsazioni);
  • serbatoio principale (filtro, agitazione, indicatore livello);
  • premiscelatore;
  • sistemi di misura, di comando e regolazione (manometro, perdite di carico);
  • condotte e tubazioni;
  • sistema filtrante;
  • portata e stato di usura ugelli;
  • barre di distribuzione. 



Regolazione strumentale (taratura) 

La regolazione strumentale delle irroratrici, nota anche come taratura, consiste invece nell'identificazione delle modalità di utilizzo più idonee ed adeguate alle specifiche realtà culturali presenti in azienda e quindi, a differenza del controllo non è un procedimento standardizzato ma viene eseguita e personalizzata in base alle caratteristiche delle colture aziendali, nell'ambito delle quali si trova a lavorare l'irroratrice stessa.

L'attuale normativa nazionale non prevede l'obbligo di regolazione strumentale sulle irroratrici, chi sottopone le proprie macchine solo al controllo funzionale, non ha alcun elemento che gli consenta di stabilire quali debbano essere le più idonee modalità di utilizzo della propria irroratrice. 

L'adozione di una tale strategia suscita notevoli perplessità considerato che l'assenza di una seria ed efficace regolazione strumentale rende un illusorio miraggio l'auspicata sostenibilità dei trattamenti fitosanitari.

Non a caso la Regione Emilia Romagna per prima, ha invece reso obbligatoria la regolazione strumentale per le irroratrici operanti in produzione integrata e in produzione biologica nella consapevolezza che al fine di ottenere un'effettiva riduzione dell'impatto ambientale dei trattamenti fitosanitari, non sia possibile prescindere da corrette tarature, sia pur nell'ambito di precise verifiche diagnostiche sull'efficienza delle singole componenti meccaniche.

La fase di regolazione strumentale inizia con un colloquio (intervista) preliminare con l'utilizzatore, in occasione del quale vengono identificate le condizioni operative e le realtà colturali nell'ambito delle quali viene utilizzata la macchina irroratrice (specie, forma di allevamento, fase vegetativa, densità della chioma, distanza tra le file o larghezza di lavoro ecc).
Questo passaggio risulta essenziale nel modulare correttamente i parametri di taratura.

Il colloquio con l'utilizzatore finale della macchina irroratrice consente inoltre di avviare una fase di confronto e di assistenza tecnica , che risulta particolarmente importante qualora vengano utilizzati parametri operativi non corretti (volumi di distribuzione eccessivi, velocità di avanzamento non adeguate, ugelli montati non correttamente ecc) e costituisce l'occasione per svolgere un'incisiva attività didattica nella quale illustrare i principi fondamentali per ottimizzare i trattamenti fitosanitari. 

Un'adeguata conoscenza delle fasi in cui si articolano le operazioni di controllo e tarature, oltre a un' attenta ed interessata partecipazione nel momento in cui si esegue la taratura regolazione strumentale, contribuiscono infatti all'approfondimento delle conoscenze relative alla corretta distribuzione dei fitofarmaci.
Tale aspetto didattico è fondamentale e di valore assoluto non inferiore al miglioramento della macchina. 

Le grandi aziende e molti piccoli produttori attenti hanno capito da anni l'importanza di far sottoporre le proprie macchine irroratrici alla taratura per i seguenti chiari vantaggi:
  • conoscenza dei parametri tecnico operativi ottimali per ogni trattamento;
  • ottimizzazione dell'efficienza fitosanitaria;
  • riduzione dei costi in virtù dell'applicazione di volumi d'intervento ottimali;
  • verifica attraverso personale esperto;
  • riduzione della dispersione nell'ambiente di prodotti altamente inquinanti;
  • miglioramento delle caratteristiche igienico qualitative del raccolto;
  • salvaguardia per l'operatore.

Tanti motivi validi per evitare che utilizzatori un po'sprovveduti, non sottopongano le proprie macchine irroratrici a veri controlli, cercando solo pezzi di carta sostitutivi. 

Autore: Roberto Bulzoni 

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