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Macgest - Trattori e macchine agricole, con un click
31 gen 2019

Minima lavorazione con l'erpice LEMKEN

Scheda di "Macgest in campo", con Lemken

In primo piano: Erpice a dischi HELIODOR 9/400 LEMKEN
 Luogo: Fondazione F.lli Navarra, Ferrara, inizio ottobre 2018 - referente attività sperimentali: Luca Davì.
Leggi di più su Fondazione F.lli Navarra.
 Lavorazioni effettuate: erpicatura cm 15 su terreno di medio impasto
 La voce dell'esperto: dr. agr. Paolo Bertin, DLG Italia srl
 Le riprese: Nicolò Barbano ed Enrico Grande, AgroYoutubers.
 Il giornalista: Michela Lugli redattrice della sezione Macchine Agricole di Agronotizie e Reporter di Macgest
  Supervisor: Lorenzo Cricca e Enrico Palli, staff di macgest.com
  I trattoristi: Giontella Roberto collaboratore del Forum Tractorum.it e Youtuber oltre che agricoltore dedito a lavorazioni specialistiche (viticoltura) e di campo aperto (cereali e foraggi) in provincia di Perugia e Mirri Mauro (in collaborazione con Uncai), contoterzista di Bagnara di Romagna normalmente impegnato in operazioni di livellatura, aratura e ripuntatura in una zona vocata per vigneto e frutteto. Il suo parco macchine: un trattore Deutz Fahr, un Lamborghini e un Fendt 930.
  Concessionario Lemken: Reni Macchine di Funo di Argelato (FE)

 

Guarda il video di Macgest in Campo

 

 


 

Paolo Bertin - DLG Italia

Descrizione del cantiere di meccanizzazione scelto


Gli erpici a dischi compatti hanno rivoluzionato l'agricoltura moderna da più di dieci anni. Queste attrezzature permettono in maniera molto versatile di agire sul terreno mescolando energicamente i residui colturali, preparando direttamente il terreno per la semina. Tutto questo con un minimo di potenza richiesta, ma dominando allo stesso tempo appezzamenti di importanti dimensioni, visto l'alta velocità di avanzamento impiegata per permettere una corretta azione degli elementi lavoranti. La possibilità di combinare l'erpice a dischi con una seminatrice per completare la preparazione del terreno con le successive pratiche di semina in campo, è una caratteristica importante per potenziali acquirenti.
 
Per una valutazione preliminare, si è compiuto un primo sopralluogo presso l'areale di coltivazione, per capire come adattare le scelta delle tecniche di lavorazione, rispetto al precedente ciclo colturale, ma anche rispetto alla disformità del terreno. Le disformità superficiali, possono provocare dislivelli sul terreno anche fino a 10cm, se pensiamo alle olmaie create dal passaggio delle falcia-trincia caricatrici, veicoli di massa elevata.

La prova agrotecnica per il presente bollettino ha preso in considerazione il cantiere di meccanizzazione composto dal preparatore a dischi Lemken Heliodor 9/400, come oggetto della prova, e la motrice Massey Ferguson MF 6718 S da 180 CV, dotata di guida satellitare GLONASS e RTK (centimetrica) a scopo dimostrativo.
L'appezzamento oggetto della prova, con terreno sciolto, molto sabbioso e con residui di stoppie di mais da biomassa è stato messo a disposizione della Fondazione Navarra, che ha permesso allo staff di prova, composto di concessionari, costruttori ed esperti tecnici di confrontarsi sulle tematiche di lavorazione impiegate.
 
Preparazione del terreno


La preparazione e pareggiamento del letto di semina, è stato perciò pensato per mezzo dell'uso del preparatore Lemken Heliodor 9/400, equipaggiato di una fila di denti di livellamento regolati idraulicamente, due file di dischi dentati concavi (inclinati a 16.5" rispetto alla direzione d'avanzamento) ed un rullo sottocompressore (a spirale).

 
Erpice Lemken
Erpice a dischi Heliodor 9/400
(Fonte foto: lemken.com)


 

Approfondimento, perché sono nati questi macchinari
e qual è la nostra comprensione al riguardo del loro utilizzo?

La nascita di attrezzi che prevendono l'utilizzo di elementi di lavorazione alloggiati su un telaio portante non è un concetto nuovo. Caratteristica innovativa, invece, è il loro impiego in condizioni di agricoltura non convenzionale, dove molteplici obiettivi agronomici (preservare la struttura dei suoli, mitigare il ruscellamento, mantenere la sostanza organica, etc.) richiedono l'utilizzo di diverse tipologie di attrezzi alloggiati sul telaio delle macchine.
 
Comprendere quali tipologie di lavorazioni del suolo vengono adottate ricopre perciò un ruolo fondamentale. Come le definiamo?
  • Lavorazioni convenzionali: considerano le lavorazioni primarie (di dirompimento), secondarie (di preparazione del letto di semina) e di copertura (scarificatori, estirpatori e sarchiatrici) sulla base standard di programmi di lavorazione standard.
  • Lavorazioni conservative e ridotte: lasciano in superficie una sufficiente quantità di residui, colturali o altra biomassa per contrastare fenomeni erosivi e aumentare il contenuto di sostanza organica. Semplificano gli interventi riducendo o il numero di passaggi, la profondità di lavoro o l'intensità dell'intervento o tutte e tre.
  • Minima lavorazione e "non-lavorazione": quando l'intervento ha l'intensità bassa – o nulla - possibilmente consentita dalle condizioni pedologiche, climatiche e colturali.
 

Quali sono le condizioni ideali, per utilizzare il preparatore a dischi?

Il lavoro svolto dei preparatori a dischi determina una distribuzione omogenea degli aggregati e della zollosità lungo il profilo verticale, lasciando sulla superficie una certa rugosità che risulta efficace contro l'erosione, ma non sempre lo è per la preparazione di un ottimale letto di semina. L'incremento dell'affinamento del terreno così come del grado di interramento dei residui vegetali possono essere ottenuti aumentando l'inclinazione delle sezioni e la velocità di avanzamento del preparatore. In base alla tipologia, resistenza e consistenza dei residui è necessario calibrare gli organi di lavoro della macchina operatrice.

I residui di coltivazione, differiscono per tipologia, dimensione, quantità e altri fattori fisico-strutturali influenzati dal clima presente. Prodotti umidi e fibrosi, come lo stocco di mais, sono sicuramente più difficili da gestire rispetto a un residuo secco e fragile come le stoppie di frumento.
Nel caso di organi di lavoro ad ancora, risulta facile la gestione dei residui già degradati, mentre nel caso di un prodotto umido e non degradato alla raccolta, diventa molto più indicato un utensile a disco, a margine dentato.
La configurazione ad uno o a più ranghi di dischi folli dotati di supporti fissi o elastici richiedono minore potenza, si adattano sia su terreni sciolti che franchi anche in presenza di residui vegetali. Attualmente le attenzioni evolutive sono rivolte allo studio delle inclinazioni, delle forme e dimensioni dei dischi, al miglioramento della ripartizione dinamica dei pesi e nella riduzione degli ingombri.

In termini generali, l'impiego di questi attrezzi viene consigliato l'intervento su terreni dalla consistenza friabile, cercando di evitare di lavorare con un terreno allo stato plastico, eccetto in terreni particolarmente sciolti.


 

Approfondimento: l'interramento dei residui, dalla pratica alla teoria!

Nell'ambito di testing, enti di prova accreditati come DLG (Società Tedesca per l'Agricoltura), utilizzano criteri di valutazione quali-quantitativi per determinare le condizioni di prova e i risultati analitici in termini di lavorazione. Tali procedure vengono approvate da commissioni di esperti, riunite per approvare le metodologie di valutazione poi applicate in campo. Oltre ai parametri registrati sulla motrice (forze di trazione, carico sul sollevatore, velocità di crociera, consumi, profondità di lavorazione etc.), prima e dopo il passaggio della macchina vengono inoltre valutati parametri agronomici quali la granulometria e la tessitura, ma anche la capacità di ricompattare il profilo lavorato e l'interramento dei residui colturali precedenti.
 
Interramento dei residui
Fonte: DLG Approved "Power requirements and work quality"

A seguito della simulazione di lavorazione, si valuta l'interramento dei residui colturali per mezzo di campioni di suolo, prelevati a varie profondità di lavoro, anche per mezzo dell'aiuto di una griglia 5x5cm posizionata in corrispondenza del profilo analizzato (range 0-5 cm, 5-10 cm, 10-15cm, 15-20 cm, 20-25 cm),
 
Indicatore interramento dei residui
Fonte: DLG Test Report 6110F / Indicatore visuale interramento residui colturali

che permettono di redigere indicatori visuali relative all'efficienza d'interramento del macchinario testato e stabilire parametri qualitativi ben definiti.
 

Quali regolazioni sono state adottate?

Per una calibrazione dell'attrezzo e della macchina, un'osservazione preliminare va fatta sulle "porzioni del preparatore". Possiamo notare che gli organi di lavorazione primaria (disgregazione meccanica, taglio residui e penetrazione nel terreno) sono raggruppati su 3 ranghi ravvicinati.
 
Preparatore Lemken
Preparatore Lemken 9/400 in campo



Mentre, gli organi che sono predisposti a sgretolare, pareggiare e comprimere il terreno (in questo caso soltanto un rullo sotto compressore, vedi foto) sono raggruppati alla fine del preparatore. Secondo il manuale operatore:

"I rulli garantiscono la ricompattazione e un'ulteriore frantumazione del terreno. Nel funzionamento sul campo sorreggono il peso dell'apparecchiatura, se è stata abbassata per eseguire il lavoro, e garantiscono un'esatta guida in profondità. Il peso dei rulli supporta, se necessario, anche il comportamento di rientro dell'apparecchiatura. L'apparecchiatura può essere provvista di diversi tipi di rulli."

Queste osservazioni empiriche, ma alquanto pratiche, possono dare una prima indicazione d'insieme per poter comprendere l'attrezzo. Inoltre, è bene ricordare che gli attrezzi progettati per la lavorazione su stoppie o cover-crops, hanno specifiche molto precise al riguardo delle "luci" – considerate come spazi utili per il deflusso di materiale lavorato - tra gli organi discissori.


 

Approfondimento: quali tipologie di rulli posteriori conosciamo,
qual è il loro effetto in termini di lavorazione?
PARTE 1


I rulli posteriori, vengono utilizzati per regolare la profondità di lavoro, per completare l'affinamento degli organi di lavorazione disposti a monte dell'attrezzo, per il pareggiamento superficiale. In funzione del tipo di terreno e del suo stato in superficie, le principali tipologie che si possono definire sono:


a. Rullo a gabbia: viene utilizzato su terreni a medio impasto e in condizioni non eccessivamente umide. Garantisce un'ottima preparazione del letto di semina in condizioni ideali, ma presenta problemi di intasamento in terreni umidi, parzialmente evitabili con rulli di elevato diametro e con barre ben spaziate tra loro. Questa tipoligia di rulli e generalmente regolabile attraverso martinetti (due laterali o uno posto centralmente) di tipologia meccanica o idraulica.
 
Rullo a gabbia
Fonte: Agriexpo.online



b. Rullo packer: viene utilizzato in particolare per la lavorazione autunnale su terreni umidi, per l'ulteriore frantumazione del terreno, che garantisce una buona uniformità superficiale adatta alla semina. Ha un effetto di sostegno quando la seminatrice viene utilizzata in combinata con un erpice o una zappatrice ed è munito di denti per accrescere l'amminutamento e di un apparato di pulizia regolabile (generalemente a scalpello). E' tanto meno sensibile agli ingolfamenti quanto più elevato è il suo diametro e più lunghi sono i suoi denti.
 
Rullo packer
Fonte: www.enorossi.it



c. Rullo a spirale (anche chiamato sottocompattatore): compatta in profondità lasciando quasi inalterata la superficie, si adatta bene in condizioni di terreno sciolto, sabbioso o medio impasto, quando i residui colturali sono già stati interrati o parzialmente lavorati da altri organi. Esiste nella sua variante come „rullo Crambridge".
 
Rullo a spirale
Fonte: Alpego.it



d. Rullo a spuntoni: viene principalmente utilittato in situazioni in cui è richiesta una preparazione del terreno energetica, ed è munito di una serie di denti lunghi parzialmente inclinati che frantumano in condizioni di forte zollosità. Si presta bene in condizioni di terreno arato o lavorato per mezzo di ripuntatura.
 
Rullo a spuntoni

 
 

Messa in campo, taratura

Per valutare la migliore taratura iniziale sono state portate a termine delle prove di campo per capire l'efficacia di lavorazione su sodo e capire la risposta dei residui di stoppie di mais da trinciato, anche considerando le condizioni fisico-strutturali del terreno, sciolto, prevalentemente sabbioso ed esposto a piogge non persistenti circa due giorni prima.

La risposta delle due file di dischi concavi inarcati e seghettati, disposti separatamente sul telaio per tramite di un telaio intermedio, hanno dato risultati positivi, dissodando e miscelando il suolo come desiderato. Una diversa regolazione dell'incidenza degli organi di lavorazione è stata necessaria.
La regolazione meccanica della profondità destra e sinistra (posizione n. 12 – profondità massima), ha permesso al macchinario di imporre sul terreno il massimo della forza e peso esercitato naturalmente dal macchinario.
 
Taratura


 

Approfondimento sui ranghi:


Valutare la distanza tra i ranghi, ed il punto d'incidenza degli attrezzi è fondamentale per capire come queste macchine incontrano il terreno per determinare il flusso dei residui colturali, in base alla loro capacità di lavoro e in base alla disposizione degli elementi.

 
Report ranghi


Valutare come sono disposti gli elementi di lavorazione sui ranghi, permette di approfondire con sicurezza le caratteristiche dell'attrezzo. Prendere nota della distanza media degli elementi di lavorazione, permette una maggiore sicurezza nell'affrontare valutazioni riguardanti l'efficacia della lavorazione e dei settaggi impiegati in diverse condizioni di lavoro.
Comprendere come risponde l'attrezzatura su stoppie di mais, frumento o soia può aiutare gli operatori professionisti a modulare le scelte tecniche in campo e adottare differenti configurazioni del macchinario – ad esempio per mezzo di quaderni di campo che aiutano a mantenere lo storico delle operazioni effettuate.

 

Quali sono le dotazioni opzionali?


- Ruote posteriori e seminatrice: La configurazione semi portata del preparatore, deve essere adottata qualora si debba montare una Seminatrice Lemken SOLITAIR. Devono però essere forniti le parti di aggancio dedicato per l'attacco a tre punti dell'attrezzo.
 
- Il timone idraulico: è disponibile come optional per i trattori con barra di traino o giunto sferico di traino. Il timone idraulico è dotato a scelta di un occhione di traino o di un attacco sferico. Un cilindro idraulico integrato nel timone ha la funzione di condurre l'attrezzatura in profondità nella parte anteriore consentendo così minore necessità di stop in campo, per attuare regolazioni meccaniche.

 

Condizioni di prova

 
Condizioni di prova

Il cantiere di meccanizzazione scelto, mira ad inserire il preparatore a dischi Lemken Eliodor 9/400, della famiglia d'erpici a dischi folli, e la trattrice Massey Ferguson 6718 S da 180 CV, per simulare i lavori di preparazione (lavorazioni secondarie) del terreno, prevalentemente sciolto e con poche stoppie di mais da biomassa, interessato da piogge dei tre giorni precedenti di circa 30mm.
Vista la scelta degli ordinamenti colturali della Fondazione Navarra, che vedono principalmente colture quali barbabietola, mais da granella o biomassa e frumento, confermiamo l'ottimo inserimento di questo attrezzo nel cantiere di lavorazione per le lavorazioni secondarie del terreno, che consente inoltre di adottare concetti di minima-lavorazione, interessando parzialmente gli strati superficiali.
Il coltivatore Lemken ha consentito di lavorare alla trattrice in marca 3D a 1900 rpm ad una velocità di circa 12 Km/h.

I controlli a disposizione, prevalentemente azionati da potenziometri e manopole graduate in cabina, hanno consentito un ottimo settaggio delle attrezzature.
Il controllo dello forzo controllato (per mezzo dei perni sensibilizzati, in corrispondenza dell'attacco a tre punti), la regolazione della velocità di discesa del sollevatore (regolabile o in automatico, in funzione del peso) e la possibilità d'attivazione "on-off" della funzione sospensione di sollevatore, sono alcune tra le regolazioni messe in atto.
Queste regolazioni, hanno consentito di coordinare le richieste in potenza per determinare un risultato ottimale, mantenendo la profondità di lavorazione stabile, sui 10 – 15 cm.
 

Considerazioni finali

La necessità di regolare in modo molto fine questo preparatore a dischi è strettamente necessaria per raggiungere un risultato soddisfacente, in termini di rimescolamento e interramento delle stoppie.  Il preparatore a dischi Lemken Heliodor 9/400 si presta bene all'interramento delle stoppie così come alla preparazione del letto di semina, soprattutto in condizioni di suolo leggeri-sciolti, o a medio-impasto.

Durante prove preliminari, effettuate a circa 3,6 – 4.0 Km/h è subito stato possibile notare che la presenza di residuo e la posizione dei denti di livellamento non sono stati compatibili con le prime regolazioni effettuate, creando infatti un "pattino di residui" in corrispondenza dei denti di livellamento.
 

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