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Macgest - Trattori e macchine agricole, con un click

2019

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Macchine agricole... dove osano le aquile

In montagna come in collina, trattori e attrezzi appositamente studiati si muovono come veri alpinisti su pendii apparentemente impraticabili

Fonte: Macgest

Autore: Serena Giulia Pala

Se possiamo fare una divisione tra chi ama appassionatamente la montagna e chi se ne tiene ben lontano, ugualmente possiamo dividere le macchine agricole in quelle nate per i terreni collinari e montuosi - che occupano rispettivamente il 42 e il 35 per cento della superficie nazionale - e altre vocate per le lavorazioni in appezzamenti pianeggianti. Complice la conformazione del territorio, in Italia l'agricoltura praticata in collina e montagna è molto diffusa nonostante le complicazioni derivanti da altitudine, pendenze e clima.

Molte aziende montane, pur caratterizzate da una superficie agricola utilizzata o Sau maggiore rispetto a varie aziende di pianura, si dedicano a coltivazioni estensive caratterizzate da basso valore aggiunto. Ciò, unito al fatto che nella Sau montana sono comprese diverse aree boscate e seminaturali, fa sì che alla maggiore estensione in termini di superficie non corrispondano produttività e redditività maggiori e si abbia una crescita nel numero di aziende di montagna che chiudono o abbandonano parte dei terreni.

Se da un lato la situazione è questa, dall'altro abbiamo non poche aziende che resistono e generano cicli produttivi virtuosi. Accanto alle realtà che si occupano di allevamento, fienagione o selvicoltura, soprattutto nel Nord-Est diverse aziende hanno saputo specializzarsi in coltivazioni ad alto valore aggiunto (vini, mele, frutti di bosco, erbe officinali, ecc.) integrando in molti casi all'attività agricola quella turistica.
Una scelta imprenditoriale che ha innescato un ciclo virtuoso fatto di produzioni migliori dal punto di vista qualitativo, redditi superiori rispetto alla media e quindi possibilità e propensione all'investimento anche in mezzi agricoli progettati ad hoc per l'uso alpino.
 
Trattore Rigitrac SKH 75 di Sepp Knusel
Trattore Rigitrac SKH 75 di Sepp Knusel
 

Trattrici amanti dei prati alpini

Caratteristiche chiave che permettono ai "trattori alpinisti" di gestire al meglio le operazioni agricole e forestali, la rimozione della neve, di muoversi senza problemi sulle elevate pendenze e nei piccoli appezzamenti, sono un impianto idraulico performante, un baricentro basso per minimizzare il rischio di ribaltamento e organi di propulsione che conferiscano agilità e stabilità.

Nuova in casa Massey Ferguson, la gamma di trattrici gommate MF 3707-3708-3709 AL - Alpine da 75-85-95 cavalli con motore a 4 cilindri da 3.4 litri e trasmissione PowerShuttle 24/12 con powershift a due velocità SpeedShift.
I MF 3700 AL portano in alto non solo i conducenti, ma anche le prestazioni e il comfort di guida. Infatti, possono utilizzare diversi attrezzi servendosi della pto 540/540E di serie, della pompa da 95 litri al minuto per l'idraulica ausiliaria e di 2-4 distributori elettro-idraulici. Il tutto senza rinunciare alla manovrabilità e alla stabilità, garantite dalla cabina con altezza ridotta a 2.44 metri (versione tunnel con pneumatici R30) e dal nuovo telaio, più largo e lungo.
 
Massey Ferguson MF 3709 AL ad Enovitis in campo 2019
Massey Ferguson MF 3709 AL ad Enovitis in campo 2019

Sono a loro agio ad alta quota anche le trattrici a quattro ruote motrici Rigitrac SKH 75-95-150 da 110-115-150 cavalli dell'azienda svizzera Sepp Knüsel e Lintrac 90-110 da 102-113 cavalli dell'austriaca Lindner. Attività di fienagione e material handling possono essere condotte in totale sicurezza con i Rigitrac SKH dotati di propulsori a 4 cilindri Deutz TCD 3.6 (modelli 75 e 95) o FPT Nef N45 (modello 150), di trasmissione idrostatica Sauer Danfoss e soluzioni che assicurano manovrabilità, aderenza e stabilità.
Tra queste, le quattro ruote sterzanti che offrono 4 modalità di sterzata, il telaio con articolazione centrale che consente all'avantreno di adattarsi al terreno in modo indipendente dal retrotreno, il bloccaggio integrale del differenziale sui due assali e l'impianto di frenatura a doppio circuito completamente idraulico.

I Lintrac 90-110 possono contare sul motore quadricilindrico Perkins da 3.4 litri capace di garantire potenza nelle partenze in salita, sulla trasmissione a variazione continua ZF TMT 09/11 con un'unità powershift integrata da una idrostatica. Il baricentro inferiore a 850 millimetri ne permette l'uso su pendenze fino al 60 per cento. A ciò si uniscono elevate performance nei lavori con il caricatore frontale e nel trasporto dei rimorchi su strada.
Novità presentate da Lindner al Sima 2019 sono la cabina sospesa TracLink, che - disponibile in opzione sui Lintrac 90 (di serie sui 110) - offre un comfort di guida maggiore ai conducenti, e i pacchetti TracLink Pilot Ready, TracLink Pilot Gps, che - esposti a Parigi sui Lintrac 110 - comprendono soluzioni di guida automatica e telemetria.
 
Lindner Lintrac 90 al Sima 2019
Lindner Lintrac 90 al Sima 2019
 

Cingolati, trattori o scalatori?

Trattori capaci di compiere vere e proprie ascensioni in ambito agricolo, sono gli specializzati dotati di cingoli in gomma con anima in acciaio incorporata nella struttura. I cingolati rappresentano il non plus ultra su pendenze estreme rivelandosi più stabili per via del baricentro basso, della distribuzione del peso prevalente sull'asse anteriore e della superficie d'appoggio maggiore.

Molte le novità in questo segmento portate ad Eima 2018, a cominciare dal TK4.100 da 107 cavalli di New Holland che assicura elevate sicurezza e produttività su pendii scoscesi grazie al sistema sterzante a leva singola Steering-O-Matic™ Plus e al sistema di cingolatura SmartTrax™. Il primo consente di sterzare su entrambi i lati usando solo il pollice e l'indice, il secondo combina la flessibilità della gomma alla resistenza dell'acciaio.
Plus del top di gamma giallo-blu sono l'inedita pompa a tre stadi da 80 litri al minuto, pensata per agevolare l'uso anche di attrezzi impegnativi, e la nuova cabina, disponibile nelle versioni Mountain o Open Field e provvista di schermo termico anti-polvere, nonché di sistema di climatizzazione ad alta capacità.
 
Trattore Landini Trekker 4 all'opera
Trattore Landini Trekker 4 all'opera

Debutto bolognese per i cingolati Trekker 4, proposti da Landini negli allestimenti Campo Aperto, Frutteto e Montagna. Mossi da propulsori a 4 cilindri Deutz TCD 2.9 Stage IIIB da 76-102 cavalli e da una trasmissione meccanica Argo Tractors a 4 marce e 2 gamme (16 + 8) con overdrive o creeper, i Trekker 4 M non si lasciano intimorire dalle condizioni operative estreme e aderiscono perfettamente al suolo su forti pendenze.
Salendo a bordo dei modelli del brand di Fabbrico, saltano all'occhio il nuovo design del cofano, un inedito cruscotto, comandi più ergonomici con l'adozione di uno strumento digitale e un sedile con nuovo sistema di sospensione pneumatica. Disponibili anche serbatoi con capacità di 85 litri.
 

Isodiametrici, inarrestabili scalatori

Su pendii più contenuti, il cingolo può lasciare il posto agli isodiametrici che mantengono il baricentro basso, il raggio di sterzata ridotto e nei quali il peso a vuoto è ripartito per il 60% anteriormente e per il 40% posteriormente, grazie alla presenza del motore a sbalzo sull'asse anteriore. Plus degli isodiametrici sono una manovrabilità e una mobilità superiori rispetto ai cingolati, dovute alla disponibilità di vari sistemi di sterzo e alla possibilità di raggiungere i 40 chilometri orari su strada.

Modelli visti all'opera sui terreni declivi di Enovitis Extrême 2018 sono i Volcan K105 Dualsteer® e Invictus K600 AR di BCS. La stabilità e la manovrabilità elevate dei due isodiametrici sono merito del telaio OS-Frame, delle dimensioni compatte, del passo corto, dell'accoppiamento motore-frizione con un solo albero e delle soluzioni di sterzo. In particolare, il doppio sistema di sterzo e lo sterzo con guida idrostatica attivo sullo snodo centrale, rendono i Volcan e gli Invictus semplici da manovrare in spazi ristretti.
Performanti isodiametrici sono i Tony TTR e i TTR/TR 7600 Infinity, esposti da Antonio Carraro alla scorsa Eima. Se il Tony TTR con passo più lungo è ideale per la fienagione, i modelli con trasmissione idrostatica Infinity e telaio Actio™ sterzante assicurano buone prestazioni in differenti applicazioni.
 
BCS Volcan K105 Dualsteer ad Enovitis 2019
BCS Volcan K105 Dualsteer ad Enovitis 2019

Evoluzione del classico isodiametrico, sono le versioni con posto di guida reversibile di 180 gradi e presenza di due cingoli posteriori associati alle ruote anteriori o di quattro cingoli. Così equipaggiati, i trattori offrono trazione e performance in pendenza simili a quelle dei cingolati tradizionali, senza però ereditarne i limiti in fase di sterzata e di spostamento su strada.
È il caso dello Sky Jump, modello BCS dotato di cingolatura in gomma posteriore e doppia modalità di sterzatura, e del Mach 4 R, quadricingolo articolato di Antonio Carraro capace di rimanere stabile e aderente a terra indipendentemente dalle condizioni del terreno.
 

Bagni di fieno... anche per le attrezzature

I principali lavori di fienagione in montagna, fondamentali per produrre un fieno pregiato ad uso animale, includono la pulizia dei prati da rami e sassi (fine aprile), il taglio dell'erba nel fondovalle e sui versanti a bassa quota (maggio) e lo sfalcio in alta quota (luglio). Al taglio seguono il rivoltamento, l'andanatura e, infine, la raccolta.
Sebbene esistano ancora luoghi dove è necessario intervenire manualmente, la gran parte delle operazioni è gestita con attrezzature progettate per rendere possibile un lavoro efficiente e sicuro sui pendii.

Lo sfalcio su pendenze molto accentuate, può essere fatto con motofalciatrici, macchine semoventi provviste di barre falcianti, trasmissioni meccaniche o idrostatiche e guidate mediante manubri regolabili. In caso di pendii più dolci, si possono impiegare falciatrici vere e proprie, attrezzature più leggere e compatte rispetto alle versioni "da pianura" accoppiate ai trattori.
 
Falciatrice Fendt Slicer 260 FPS a Marktoberdorf (Germania)
Falciatrice Fendt Slicer 260 FPS a Marktoberdorf (Germania)

Falciatrici a dischi frontali ideali per l'uso alpino sono le Slicer 260 FP-FPS di Fendt che sfruttano il baricentro in prossimità del trattore, il telaio con oscillazione di +/- 4.5 gradi e la protezione da sovraccarico standard per lavorare senza problemi larghezze di 2.50 metri. Entrambe le Slicer con quattro dischi di taglio e due coltelli per disco possono essere combinate con il condizionatore posteriore Booster 285 DN.

Anche le falciatrici frontali Novaalpin di Pöttinger sono nate per operare in alta quota. I sei modelli differiscono per le larghezze di lavoro, che variano da 2.20 a 3.04 metri, per quelle di trasporto, che vanno da 2.20 a 3 metri, e per la presenza di 5, 6 o 7 dischi di taglio. Plus delle Novaalpin - che richiedono potenze di 35-55 cavalli - è la barra falciante che garantisce un'elevata qualità di taglio senza rinunciare alla stabilità e all'affidabilità.

Infine, per le operazioni di rivoltamento e l'andatura, Fendt propone gli spandivoltafieno Twister 431-601 DN e il ranghinatore Former 351 DS. I primi - con larghezze operative di 4.30 e 5.70 metri - sono facili da usare grazie al punto di trazione basso, al baricentro prossimo alla trattrice e al sollevamento sincronizzato del rotore. Il secondo, abbinabile frontalmente o posteriormente, vanta una larghezza di lavoro di 3.60 metri, un telaio rigido e compatto, ruote pivottanti bloccabili.

Altri attrezzi leggeri, robusti e capaci di adattarsi al meglio al profilo dei terreni montani sono gli spandivoltafieno Alpinhit e il ranghinatore frontale Alpintop 300 U di Pöttinger. Gli Alpinhit 4.4 N, 4.4 H, 6.6 richiedono potenze di 30-40 cavalli per azionare 4 o 6 giranti incaricati di rivoltare il fieno su larghezze di 4.45-6 metri. Con una richiesta di potenza di 30 cavalli e una larghezza di lavoro di 3 metri, Alpintop 300 U si avvale di un singolo girante per formare andane larghe 0.4-1.25 metri.

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