Per i cerealicoltori italiani il fusarium è uno dei problemi più gravi da affrontare. Questo fungo, che attacca le spighe di grano tenero e duro, non solo porta ad una diminuzione delle rese, ma genera anche grossi problemi per quanto riguarda la sanità della granella. Il fusarium infatti produce micotossine, il famigerato Don (deossinivalenolo), che anche in dosi minime può rendere un intero raccolto non commercializzabile.

In soccorso degli agricoltori e dei molini arriva una invenzione messa a punto da una ditta svedese, la BoMill. "I nostri macchinari sono in grado di analizzare i semi separandoli a seconda delle qualità tecnologiche e della sanità", spiega ad AgroNotizie Karin Wehlin, ceo di BoMill, durante il World agri tech innovation summit di San Francisco.

TriQ è una macchina dalle dimensioni contenute in cui viene inserita la granella. I semi finiscono in un cestello, come quello di una lavatrice, dove sono presenti degli speciali alloggiamenti. Ogni seme viene investito da un fascio luminoso e grazie alla spettroscopia del vicino infrarosso la macchina è in grado di capire quello che c'è sotto la superficie.
"E' come se facessimo una radiografia al seme per analizzare ciò che non si vede", sintetizza Wehlin.

A sinistra la granella non differenziata, a destra
quella divisa a seconda della sanità

 
Utilizzando dei getti di aria pressurizzata la macchina separa i semi colpiti dal fusarium e quelli sani. Ma è anche in grado di determinare il grado di vitrosità e la percentuale di componente proteica. I semi così separati possono essere destinati a differenti usi a seconda delle loro qualità. All'agricoltore o al molino non viene pagato così un prezzo relativo alla media qualitativa dell'intero raccolto, ma ogni fascia ha la sua giusta remunerazione.

TriQ non è in grado di selezionare solo il grano, ma anche l'orzo, la farro e l'avena. La capacità della macchina, dicono dall'azienda, è di circa tre tonnellate all'ora. Si tratta di una tecnologia sofisticata e costosa, adottabile solo da grandi produttori, molini o consorzi. Ma nella valutazione economica bisogna tenere in considerazione i ritorni che si possono generare.

Come ha fatto il Molino Casillo, la prima azienda molitoria in Italia per il grano duro e la seconda per quello tenero. "Siamo sempre alla ricerca di innovazioni per migliorare il nostro business", racconta dal sito di BoMill Francesco Casillo, patron del Casillo group di Corato, in provincia di Bari, con i fratelli Pasquale e Beniamino.
"Posso dire sinceramente che il nostro investimento nella tecnologia di BoMill TriQ si è dimostrato essere un investimento per il futuro".  

 
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